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PIAZZA AFFARI
Bonus quotazione al via: “Ci aspettiamo 180 Ipo”
02/07/2018

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che riconosce alle Pmi un credito d'imposta del 50% sui costi di quotazione fino a un massimo di 500 mila euro. Stanziati 80 milioni di euro per il primo triennio. Lambiase, ad di Ir To Consulting: "Dati gli importi medi inferiori ai 500 mila euro ci aspettiamo un boom di quotazioni all'Aim". Assieme ai Pir, il bonus può contribuire a far crescere il mercato

Da oggi le piccole e medie imprese che vogliono quotarsi hanno un motivo in più per farlo. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale del Mise e del Mef che recepisce le previsioni contenute nella legge di bilancio 2018 diventa operativo il 'bonus quotazione', cioè il credito d'imposta riservato alle Pmi che guardano a Piazza Affari per crescere. La misura consente di 'scaricare' il 50% dei costi legati alla quotazione, da quelli per gli advisor finanziari a quelli per i consulenti legali, fiscali, per i revisori contabili e per la comunicazione, fino a un massimo di 500 mila euro. Offrendo così un significativo incentivo a quelle aziende che intendono diversificare i canali di finanziamento, spostandosi dalla banca al mercato azionario. A disposizione delle aziende il governo ha stanziato 80 milioni di euro: significa che all'incentivo potranno accedere almeno 160 società nel triennio 2018-2020. "La pubblicazione del decreto è il segnale dell'importanza attribuita dal governo alla crescita del mercato dei capitali per il futuro dell'economia italiana", afferma Anna Lambiase, ad di Ir Top Consulting, partner di Borsa Italiana nella consulenza alle Pmi che si vogliono quotare sull'Aim, il mercato dedicato a questo segmento di imprese. "Considerando che ci attendiamo un importo medio sotto i 500 mila euro, potranno beneficiare dell'incentivo circa 180 Ipo".
Il credito d'imposta si affianca, dal lato delle imprese, agli incentivi rappresentati dai Pir, i piani individuali di risparmio, che offrono invece benefici fiscali ai risparmiatori che investono sulle piccole imprese quotate. E che, nel 2017, hanno permesso di quintuplicare la liquidità del mercato Aim. "Grazie ai Pir e al credito d'imposta vediamo delle condizioni estremamente favorevoli alla quotazione delle Pmi", dice ancora Lambiase. "Quest'anno siamo arrivati già a dieci quotazioni sull'Aim, a fronte delle sette dello stesso periodo dello scorso anno. Prevediamo che la concentrazione si avrà nel secondo semestre e, con la spinta del credito d'imposta, si possano totalizzare fino a 40-50 Ipo". Attualmente sull'Aim sono quotate 103 imprese con una capitalizzazione complessiva di 7,4 miliardi di euro. Dal 2009, anno di fondazione del listino, sono stati raccolti 4 miliardi di euro, con un dato medio di 8,2 milioni.

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