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La riforma del catasto (forse) torna in agenda
20/03/2019

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate presenta al Parlamento la fotografia della tassazione degli immobili che pesa per circa 40 miliardi, ma con differenze e iniquità rilevanti tra tra casa e casa e tra zona e zona. L'Agenzia punta il faro su 318mila fabbricati classificati come "rurali" e torna a chiedere che venga realizzata la riforma delle rendite rimasta lettera morta dal 2014

Sul 'mattone' grava una tassazione che raggiunge i 40 miliardi, alimentata per la gran parte, quasi per la metà, da Imu e Tasi. Da qui si parte per capire cosa c'è in ballo quando si parla di riformare il catasto. La fotografia dell'Agenzia delle Entrate sul patrimonio immobiliare dell'Italia, 74 milioni di unità, parla chiaro, portando a galla una differenza pesante tra il valore di mercato delle abitazioni e quello catastale: il primo è quasi doppio rispetto al secondo (una dozzina di anni fa era addirittura più che triplo). Ma il puzzle è ancora più complesso, visto che il divario in questione cambia da casa a casa e da zona a zona. Tutti "elementi di iniquità" per il direttore delle Entrate, Antonino Maggiore. Ecco perché una revisione delle rendite catastali, dice, "comporterebbe notevoli vantaggi". Una mappa frastagliata, quindi. Resa ancora più insidiosa dal fenomeno dell'evasione fiscale. Un campo su cui, assicura Maggiore parlando davanti alla Commissione parlamentare sull'Anagrafe tributaria, l'Agenzia è attiva: solo per i nuovi accatastamenti nel 2018 sono stati effettuati oltre 505 mila controlli, che hanno fruttato un aumento di rendita pari a 114 milioni di euro. Poi su input dei Comuni (in particolare Roma, Milano, Bari) sono state condotte riclassificazioni che sono valse altri 184 milioni. E ancora, la lente dell'Agenzia resta puntata su 318 mila fabbricati rurali iscritti al catasto dei terreni: c'è da appurare se si tratti effettivamente di stalle, granai o magazzini. Quanto all'operazione "immobili fantasma", grazie a cui vennero scovati 1,2 milioni di edifici nascosti al fisco, per il numero uno delle Entrate "potrà essere nuovamente riproposta" come monitoraggio periodico, anche se c'è da fare i conti, ammette, con "le limitate risorse disponibili". 
Il nodo risorse, basti pensare al personale tecnico da arruolare, si ripresenterebbe anche davanti a "un'eventuale" riforma del catasto. Maggiore ricorda i "diversi tentativi" e in particolare l'ultimo, con la mancata attuazione delle delega del 2014. Uno scoglio è rappresentato dalla sostituzione dei vani con i metri quadrati: su 62,2 milioni di unità immobiliari potenzialmente interessate, per 2,7 milioni manca il dato di superficie. Rompicapo che si potrebbe risolvere, suggerisce l'Agenzia, adottando magari "una superficie convenzionale". Intanto Nomisma prevede un nuovo rallentamento del mercato immobiliare, in linea con lo scenario macro-economico del Paese.

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