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POLITICA MONETARIA
La Fed taglia i tassi per la terza volta. E si ferma
30/10/2019

La banca centrale statunitense ha ridotto di un altro quarto di punto il costo del denaro per far fronte al rallentamento della crescita, ma ha deciso di fermarsi qui, per ora, in quanto il Pil nel terzo trimestre è pur sempre cresciuto dell'1,9% (più delle aspettative). Una politica monetaria accomodante resta appropriata – ha detto Powell - "ma siamo ben posizionati per sostenere l'outlook"

La Fed taglia il costo del denaro per la terza volta nel 2019, con i tassi di interesse che calano di un altro quarto di punto. Ma la corsa al ribasso iniziata in luglio per ora si ferma, almeno in attesa di dati economici più chiari. "Siamo ben posizionati per sostenere l'outlook", afferma il presidente della banca centrale, Jerome Powell, mettendo in evidenza come fino a quando le prospettive economiche resteranno invariate, l'attuale politica monetaria accomodante resta "appropriata". D'altronde la Fed ha ridotto di ben 0,75 punti percentuali il costo del denaro negli ultimi quattro mesi per cercare di isolare l'economia americana dai rischi esistenti e dal rallentamento globale. E ritiene di aver centrato, almeno per il momento, l'obiettivo di metterla al riparo. La ripresa a stelle e strisce, pur rallentando, infatti tiene. Il Pil nel terzo trimestre è cresciuto dell'1,9%, meno del +2% di aprile-giugno ma più delle attese degli analisti, che prevedevano una frenata all'1,6%. Motore della crescita sono ancora una volta i consumi: sono saliti del 2,9% su base annua, meno del 4,6% del secondo trimestre, bilanciando la contrazione degli investimenti aziendali. "L'economia ha resistito ai venti che hanno spirato quest'anno", spiega Powell precisando come i tagli dei tassi degli ultimi mesi abbiano aiutato a "mantenere l'economia forte di fronte agli sviluppi globali e hanno offerto assicurazioni contro i rischi"
Rischi e incertezze che, ammette Powell, comunque persistono. "Agiremo se l'outlook dovesse deteriorare in modo significativo" dice Powell rassicurando sulla prontezza della Fed a intervenire dopo che dal comunicato finale è stato rimosso l'impegno ad "agire in modo appropriato" a sostegno dell'economia. Una frase finora usata per segnalare un taglio dei tassi di interesse e ora sostituita con l'espressione "valuteremo la strada più appropriata per i tassi di interesse". La politica monetaria "non è su una strada predefinita" osserva Powell che, a chi gli chiedeva se fosse d'accordo con uno degli ultimi tweet di Donald Trump sulla splendida forma, "la migliore di sempre", dell'economia americana risponde: "mantengo l'abitudine di non commentare nessuna dichiarazione" di coloro che sono stati eletti a cariche politiche.
Wall Street, dopo un'iniziale reazione tiepida alla decisione della Fed, gira in deciso rialzo, rassicurata da Powell che da 'equilibrista' riesce a consegnare il messaggio della banca centrale senza spaventare i mercati. Calmo, equilibrato e con ogni parola pesata, Powell non solo non crea panico ma riesce a rassicurare.

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