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Accordo fatto sul Recovery Fund. Borse caute
21/07/2020

I brindisi sui mercati per l'intesa raggiunta a livello europeo sono durati poco, con le piazze finanziarie europee che, a eccezione di Francoforte, hanno chiuso poco sopra la parità. Stabile lo spread, che dopo una discesa fino a 150 punti si è poi attestato a 155. L'accordo però piace agli analisti, convinti che la determinazione dimostrata dai maggiori Paesi rafforzerà euro e Europa

Un brindisi a metà quello delle principali Borse europee dopo l'accordo raggiunto in extremis al Consiglio Europeo sul Recovery Fund da 750 miliardi di euro finanziato con bond che verranno emessi da Bruxelles. Dopo una fiammata iniziale, che ha spinto Francoforte ad annullare le perdite da inizio anno, l'entusiasmo si è affievolito e l'indice Dax ha terminato la seduta in rialzo dello 0,96%. Mesto rientro nei ranghi anche per Parigi e Madrid, che al termine delle contrattazioni guadagnavano appena lo 0,22%, e per Piazza Affari che - dopo l'euforia iniziale - ha poi chiuso con un modesto rialzo dello 0.49%. 
Entusiasmo solo a metà anche sul fronte dello spread, che ha aperto sui minimi a quota 150 punti dopo l'accordo, per chiudere in rialzo nel finale a 155,4. Alla fine l'accordo è piaciuto più agli analisti che agli operatori. Tra questi ultimi ha prevalso la prudenza, mentre i primi hanno usato termini che hanno rasentato l'entusiasmo. E' il caso di Luigi De Bellis, co-responsabile dell'Ufficio Studi di Equita, che ha definito l'accordo sul Recovery Fund come "un passo importante verso una maggior integrazione dell`Europa". A suo dire l'intesa segnata dopo 4 giorni di summit "elimina un tail-risk (rischio di coda, in grado di generare forti movimenti di mercato) e fornisce uno stimolo economico importante in una fase di crisi. Nel breve - dice De Bellis - l'accordo potrebbe sostenere un ulteriore restringimento dello spread e una riduzione del premio per il rischio, anche se in gran parte il mercato lo aveva già ha anticipato", in quanto dalla proposta franco-tedesca di metà maggio l'indice Ftse Mib, che da inizio anno segna un calo dell'11,8%, ha recuperato il 24%.
"Gran parte del pacchetto - ha commentato Sebastien Galy, senior macro strategist di Nordea - sarà probabilmente finanziato con il debito dell'Ue a grande vantaggio delle banche europee in qualità di principali emittenti. Inoltre, una parte significativa sarà probabilmente costituita da Green Bond, dat  o che le iniziative per affrontare il riscaldamento globale proseguono". Secondo Galy è stato un segnale importante la determinazione "dimostrata da Germania, Francia e Italia nel lavorare insieme a un ambizioso programma per la ripresa". Un segnale che "riduce il rischio di una rottura" all'interno dell'Eurozona. "La Germania - sottolinea Quentin Fitzsimmons  di T. Rowe Price -  ha dato il via libera all'estensione del deficit fiscale per i Paesi europei e questa è una notizia positiva non solo per l'euro, ma anche per il debito e per le obbligazioni corporate dei Paesi periferici dell'Eurozona". Un dato, quest'ultimo che "dovrebbe portare a una maggiore domanda per gli asset europei". A suo avviso "è opinione diffusa che l'euro si rafforzerà, dato che ci sono diversi segnali, sia economici sia politici, che puntano in questa direzione", anche se però "i mercati raramente reagiscono in linea con le previsioni". L'andamento dell'euro comunque ha dimostrato che la direzione è quella giusta. La moneta unica ha confermato il record dallo scorso novembre sul dollaro, infrangendo la barriera di 1,15 biglietti verdi.

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