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RISIKO BANCARIO
Credit Agricole alla conquista del Creval
23/11/2020

La filiale italiana del gruppo francese ha lanciato a sorpresa un'Opa amichevole, tutta cash, sull'istituto valtellinese. Sul piatto 737 milioni di euro, che equivalgono a un premio di oltre il 50% sulle quotazioni degli ultimi sei mesi e di oltre il 20% sul prezzo di venerdì 19 novembre. A Piazza Affari il titolo decolla, mentre si torna a parlare di Mps-Unicredit e Banco Bpm-Bper

Il risiko bancario riparte in Italia. Dopo l'acquisizione di Ubi da parte di Intesa Sanpaolo, scende in campo Credit Agricole Italia che muove a sorpresa sul Credito Valtellinese con un'Opa volontaria tutta cash da 737 milioni di euro. La mossa della 'Banque Verte', un'offerta amichevole che sembra non aver sollevato troppe perplessità da parte dei regolatori e della politica, riaccende così i riflettori, in realtà mai spenti, sul consolidamento del settore. Il mercato ora guarda ad altre due combinazioni. Da una parte Unicredit-Mps, con Jean Pierre Mustier poco incline ad M&A. Su Siena pesano i rischi legali connessi alla mole delle cause risarcitorie e le necessità patrimoniali che Tesoro e Monte dovranno definire entro la fine dell'anno, anche alla luce della vicina  scissione  (1 dicembre) di 8,1 miliardi di Npl ad Amco. In questo contesto, occorre anche normare in tempi rapidi la possibilità per Mps di convertire 3,7 miliardi di dta (attività fiscali differite) in caso di fusione nel 2021, norma che contribuirebbe a incentivare potenziali acquirenti che, sinora, non si sono fatti avanti. L'altra partita è la proposta di aggregazione tra Banco Bpm e Bper, proposta caldeggiata dall'amministratore delegato di Unipol, Carlo Cimbri, che di Bper è azionista di riferimento, e che sembra aver suscitato interesse tra i vertici del gruppo bancario lombardo-veneto. 
Per Equita l'acquisizione di Creval da parte di Credit Agricole elimina - almeno nel breve periodo - un compratore per Banco-Bpm. Un'opzione su cui lo stesso Giampiero Maioli, ceo di Credit Agricole Italia, si blinda dietro il più classico dei no comment, aggiungendo che non sono mai stati aperti altri tavoli negoziali e che il focus è sul Creval. Con Banco Bpm resta in piedi la partenership nel credito al consumo su Agos su cui sono in corso dei ragionamenti. 
Un'eventuale aggregazione tra Banco Bpm e Bper potrebbe attrarre anche la Popolare di Sondrio - fino a questo momento concentrata nel de-risking e fredda sul consolidamento - così da creare un polo che riunirebbe le ex popolari di territori economicamente molto vitali e con una taglia dimensionale ragguardevole. L'acquisizione del Creval infatti è per i 'cugini' della Sondrio un segnale chiaro che è meglio guidare un'aggregazione ancora con il voto capitario piuttosto che subirla in una spa dove i voti si contano e la logica del mercato prevale.
L'Opa di Credit  Agricole Italia, che prevede anche un aumento di capitale (non ancora quantificabile) che nel caso potrebbe essere sottoscritto per intero dal gruppo, ha messo le ali al Creval in Borsa (+23,7%). Il titolo ha chiuso a 10,75  euro, poco sopra i 10,50 euro previsti dall'offerta il cui corrispettivo incorpora un premio del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato degli ultimi 6 mesi e un premio del 21,4% rispetto al prezzo ufficiale di Credito Valtellinese registrato venerdì 19 novembre. L'offerta, la cui chiusura è prevista a maggio, sarà condizionata al raggiungimento da parte di Credit Agricole Italia di una partecipazione pari almeno al 66,7% del capitale sociale con diritto di voto di Credito Valtellinese, con la possibilità per Credit Agricole Italia di rinunciare a tale condizione, purché abbia raggiunto almeno il 50% del capitale con diritto di voto più un'azione. La combinazione di Credit Agricole Italia e Credito Valtellinese consoliderà la posizione del gruppo come la sesta banca commerciale in Italia. Sono stimati 150 milioni in sinergie, un focus sul Sud, un significativo rafforzamento nel Nord Italia e nuove assunzioni di giovani. Credit Agricole Italia, che serve 4,5 milioni di clienti attraverso più di 1.000 sportelli ha già oltre il 15% del capitale di Creval, se si considera il 9,9% che detiene Credit Agricole Assurances e il 5,4% circa di Algebris, che si è impegnata a cedere la propria quota.

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