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CORONAVIRUS
“La pandemia costerà più di 3.000 miliardi”
12/03/2020

Secondo le stime di Oms e Banca Mondiale, un contagio della scala e della forza dell'influenza spagnola del 1918 potrebbe tradursi oggi in decine di milioni di morti e in perdite per l'economia globale valutate in oltre il 4,8% del Pil mondiale. Scambi commerciali e turismo rischierebbero l'azzeramento, mentre il panico regnerebbe sovrano con grossi problemi per la sicurezza

Epidemie e pandemie possono devastare le economie: la Banca Mondiale stima che un'influenza
pandemica della scala e della forza di quella del 1918 (la cosiddetta "spagnola") potrebbe costare oggi 3.000 miliardi di dollari, vale a dire il 4,8% del Pil mondiale. Il costo scenderebbe al 2,2% del Pil nel caso di un'influenza pandemica moderatamente virulenta. Le stime, contenute in un rapporto congiunto del 2019 della Banca Mondiale e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e curato dall'organismo indipendente Global Preparedness Monitoring Board, non lasciano molto spazio all'immaginazione su quale potrebbe essere l'impatto del coronavirus sull'economia mondiale. E sono in linea con quelle degli analisti che, solo fino alla settimana scorsa, ipotizzavano un conto da 2.700 miliardi di dollari, pari all'economia della Gran Bretagna. In pochi giorni però la situazione almeno in Europa è profondamente cambiata, lasciando intravedere un costo maggiore. Senza contare che gli effetti del virus iniziano a farsi sentire solo ora negli Stati Uniti, dove ormai - secondo gli analisti - ci sono l'80% di chance di recessione. E con gli americani - che rappresentano il 70% dell'economia a stelle e strisce - che non comprano e la Cina, epicentro dell'emergenza, in difficoltà, le conseguenze per l'economia mondiale non saranno trascurabili.
Paralleli con le precedenti pandemie comunque sono difficili da fare visto quanto il mondo è cambiato. Ai tempi della Sars - correva l'anno 2002 - l'economia cinese valeva il 4% del Pil globale, come ricordato dal direttore generale del Fmi Kristalina Georgieva nelle ultime settimane in varie interviste. Ora il Pil cinese pesa per il 18% di quello globale. Nel rapporto del 2019 del Global Preparedness Monitoring Board si nota come le epidemie e le pandemie possono distruggere gli scambi commerciali e il turismo, che complessivamente rappresentano il 18% dell'economia globale. "Le chance di una pandemia globale stanno aumentando" avvertiva il rapporto, osservando come il "mondo non è pronto a una veloce pandemia". Nel 1918 con l'influenza spagnola pandemica si ammalò un terzo della popolazione mondiale. "Se un simile contagio si avesse oggi che la popolazione è quattro volte maggiore e ci si può spostare in giro per il mondo in meno di 36 ore", sarebbe a rischio la vita di 50-80 milioni di persone, avverte il rapporto. "Oltre ai tragici livelli di mortalità, una pandemia così creerebbe panico, destabilizzerebbe la sicurezza nazionale e avrebbe un impatto serio sull'economia globale e gli scambi".

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