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TITOLI DI STATO
Btp Italia, il collocamento è un flop
22/11/2018

L'avvio della procedura d'infrazione contro l'Italia ha fatto rimanere alla finestra gli investitori: raccolti appena 2,1 miliardi contro i 7-8 previsti. E' il peggior risultato dal giugno 2012. I privati hanno sottoscritto titoli per soli 863 milioni, meno della metà rispetto alla primavera scorsa: un brutto colpo per il governo che contava proprio sul retail per sostenere la domanda di titoli italiani

E' il peggior collocamento dal giugno 2012, nei mesi del contagio dalla Grecia: si chiude con un 'flop' la quattro giorni del Tesoro per vendere il 'Btp italia', titolo di Stato rivolto al pubblico delle famiglie e degli investitori retail sui quali il governo punta per sostenere la domanda del debito italiano. Non è un buon segnale per i piani del governo di puntare sugli ex 'Bot people' come 'bastione' della domanda di debito pubblico: a oggi - complice il 'Qe' di Draghi che ha schiacciato i rendimenti - la quota nelle loro mani è ferma ad un risicatissimo 5%. Tuttavia non è salito il differenziale Italia-Germania che ha terminato la seduta sugli stessi livelli della vigilia a 308 punti base. Segno che gli investitori restano alla finestra sul negoziato, in apparente rottura, fra Roma e Bruxelles sulla manovra, e che il collocamento, per quanto deludente, non segnala tensioni sul finanziamento del debito italiano. Le condizioni in cui si è svolta la 14esima edizione del Btp Italia - lanciato a inizio 2012 con lo spread alle stelle proprio per far fronte alla fuga degli investitori esteri, attraendo il pubblico italiano grazie a un tasso reale minimo garantito e un 'premio fedeltà' - non erano certo le migliori. Fin da lunedì, primo giorno del collocamento 'retail', vigilia dello schiaffo arrivato all'Italia con l'avvio della procedura d'infrazione da parte della Ue, lo spread era di nuovo in forte rialzo fino a toccare i 337 punti base, a un passo dai massimi di cinque anni. Una tempistica sfortunata, dunque.
Ma - anche grazie a una cedola minima garantita alzata all'1,45% voluta dal Tesoro per convincere gli investitori riluttanti a causa del rischio-spread - nessuno si aspettava un risultato come quello messo nero su bianco dal ministero dell'Economia: il titolo, scadenza novembre 2022, ha raccolto appena 2,16 miliardi complessivi contro stime degli analisti sui 7-8 miliardi (anche se qualcuno le aveva ridimensionate in corso d'opera). Appena 863 milioni sottoscritti in tre giorni di collocamento riservato ai risparmiatori privati, che si sono presentati in appena 31.000: la metà rispetto alla scorsa primavera. E' il secondo peggior risultato di sempre dopo quello del giugno 2012, un paragone che rievoca la crisi di quei mesi, uno spread oltre i 400 punti base con il diffuso contagio dalla Grecia che avrebbe poi spinto il presidente della Bce Mario Draghi, a luglio, ad annunciare il suo 'bazooka anti-spread'. Basti pensare che nell'edizione di maggio di quest'anno, le sottoscrizioni avevano totalizzato 4,1 miliardi. Un anno fa erano a 7,1 miliardi. 
Gli analisti spiegano che, complice il braccio di ferro Roma-Ue arrivato al culmine proprio durante l'asta, i risparmiatori sono stati molto cauti per limitare i rischi. E che il risultato va esattamente nella direzione opposta al desiderata di Palazzo Chigi di puntare sulla domanda interna di titoli pubblici, ora che la Bce a fine anno mette fine al 'quantitative easing' e che anche le banche devono ridurre un'esposizione al debito pubblico che sta facendo precipitare le loro quotazioni in Borsa e indebolisce il capitale: ecco la domanda poco convinta anche degli istituzionali. L'asta del Btp Italia, dunque, fa apparire davvero in salita la strada per riportare indietro quelli che una volta erano i Bot-people e getta un punto interrogativo sulle attese riposte sui 'piani individuali di risparmio' (Pir).

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