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GLIFOSFATO
Maxi-patteggiamento da 10 miliardi per Bayer
01/07/2020

Il colosso chimico-farmaceutico vuole chiudere la vicenda del diserbante Roundup che si è portato in casa con l'acquisizione di Monsanto nel 2018. L'esborso consente di chiudere bonariamente 95mila azioni legali e di accantonare 1,25 miliardi per far fronte a cause future. A favorire il raggiungimento di un accordo è stata la sospensione delle udienze a causa del coronavirus

Bayer punta a voltare pagina. Il colosso chimico-farmaceutico raggiunge un accordo da oltre 10 miliardi di dollari per patteggiare decine di migliaia di azioni legali legate al diserbante Roundup. La cifra include anche 1,25 miliardi di accantonamenti per far fronte a eventuali nuove cause per il diserbante ereditato con l'acquisizione di Monsanto nel 2018 e accusato di provocare il cancro. Il patteggiamento riguarda circa 95.000 azioni legali, mentre altre 25.000 restano fuori per scelta. "E' come estinguere solo parte dell'incendio di una casa", afferma Fletch Trammell, avvocato di uno studio legale che rappresenta 5.000 persone che non hanno aderito al patteggiamento. L'intesa rappresenta una buona notizia per Bayer: rimuove parte dell'incertezza e le spese legali sostenute per i singoli processi, limita i danni di reputazione e rassicura gli investitori. Il susseguirsi dei processi negli ultimi anno ha infatti causato non pochi problemi a livello societario al gruppo Bayer, costretto a difendere ripetutamente l'acquisizione di Monsanto.
Al patteggiamento si è arrivati dopo lunghe trattative e, secondo gli osservatori, il rush finale è stato agevolato dal coronavirus che ha fatto saltare, senza possibilità di riprogrammarli, molti degli appuntamenti in tribunale. Una quota degli 1,25 miliardi accantonati per eventuali nuove azioni legali sarò destinata alla creazione di un comitato di esperti indipendente chiamato a rispondere a due domande cruciali, ovvero se il glifosato causa il cancro e, se sì, quale è il dosaggio minimo o il livello di esposizione ritenuti pericolosi. Il glifosato è stato introdotto nel 1974 ma è salito alle cronache nel 1996 con Monsanto. L'ex colosso americano l'ha sempre difeso a spada tratta, ribadendo che anni di studio in laboratorio hanno dimostrato che il glifosato era sicuro. Spiegazioni che non hanno mai convinto e anche ora che Monsanto è scomparsa l'ombra e i dubbi sulla società non si sono attenuati. 

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