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POLITICA MONETARIA
Negli Stati Uniti tassi a zero fino al 2023
16/09/2020

Nell'ultima riunione della Fed prima delle elezioni presidenziali americane, Jerome Powell precisa che la politica monetaria accomodante durerà anni per aiutare una "ripresa molto incerta" su cui pesano "rischi al ribasso". Powell chiede anche alla politica nuovi stimoli all'economia, ma le posizioni di repubblicani e democratici restano molto distanti. Wall Street ancora debole

Tassi vicini allo zero per anni. La Fed segnala che lascerà il costo del denaro invariato ai livelli attuali, fra lo 0 e lo 0,25%, almeno fino al 2023, ovvero fino a quando non sarà raggiunta la massima occupazione e un'inflazione al 2%. Una politica quindi molto accomodante per aiutare una "ripresa molto incerta", sulla quale pesano "rischi al ribasso" e il cui "andamento è legato al coronavirus", spiega Jerome Powell, parlando di una crisi severa. "Ci vorrà del tempo" per tornare ai livelli pre-pandemia, mette in evidenza il presidente della Fed, osservando come la strada per la piena occupazione è ancora lunga e ribadendo, come aveva fatto nei mesi scorsi, come le donne, gli afroamericani e gli ispanici siano coloro che pagano il prezzo più alto in termini di lavoro. La banca centrale, nella sua ultima riunione prima delle elezioni americane, torna quindi a invitare il Congresso ad aiutare l'economia. "Ulteriori stimoli potrebbero essere necessari", osserva Powell. Ma al momento fra il Congresso e la Casa Bianca c'è una totale impasse, con i democratici e i repubblicani su posizioni distanti anni luce e rumors sul fatto che la speaker della Camera e Donald Trump non si parlino da ottobre. A premere sui repubblicani per fare di più è comunque lo stesso presidente americano, che vede in nuovi stimoli all'economia e aiuti diretti agli americani una strada per vincere le elezioni. "I democratici sono senza cuore. Non vogliono concedere aiuti alla gente che ne ha disperatamente bisogno e che non ha nessuna colpa per la piaga arrivata dalla Cina. Spingetevi più in là repubblicani", twitta il tycoon. 
Gli stimoli finora concessi, ammette Powell, hanno fatto la differenza per l'economia. La contrazione del Pil prevista per quest'anno sarà infatti inferiore alle attese e pari al 3,7%, decisamente meno del 6,5% stimato in giugno. Per il 2021 la crescita è stimata al +4%, meno del 5% previsto in precedenza, mentre il 2022 è previsto un +3,0%. Il tasso di disoccupazione si attesterà invece quest'anno nel 7,6%, meno del 9,3% previsto in giugno, per poi scendere al 5,5% del 2021 e del 4,6% del 2022.
Un miglioramento per il 2020 che comunque non deve far illudere, dice la Fed. Anche se "l'attività economica e il tasso di disoccupazione sono migliorati negli ultimi mesi", restano ancora "ben al di sotto dei livelli pre-pandemia". Per aiutare l'economia e favorire una piena ripresa servono azioni dal punto di vista sanitario, come lo sviluppo di test rapidi ed economici per il coronavirus, così come il distanziamento sociale e l'uso della mascherina, mette in evidenza Powell. Una presa di posizione, quella del presidente della Fed, che rischia di riaccendere le ire di Trump, lo scettico per eccellenza delle mascherine che in passato non ha mancato di criticare la Fed. Powell comunque rassicura: la banca centrale userà tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare l'economia perché non è vero "che ha finito le munizioni, può fare ancora molto". Rassicurazioni che non bastano a Wall Street. I listini americani chiudono deboli, appesantiti dalle vendite sui tecnologici e dalla possibilità che una ripresa più veloce delle attese possa proseguire. 

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