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1 ore fa
Verbali BCE: approccio wait and see data "eccezionale incertezza" causata da guerra in Medio Oriente
(Teleborsa) - Tutti i membri del Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) hanno sostenuto la proposta avanzata dal capo economista Philip Lane di mantenere invariati i tre tassi di interesse chiave. È quanto emerge dai verbali della riunione del 18-19 marzo, dove viene evidenziato che i membri hanno sottolineato la loro collettiva determinazione a garantire che l'inflazione si stabilizzi al target del 2% nel medio termine.Viene riconosciuto che la guerra in Medio Oriente ha "reso le prospettive significativamente più incerte, creando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica". Il conflitto "avrà un impatto sostanziale sull'inflazione a breve termine attraverso l'aumento dei prezzi dell'energia", ma le sue "implicazioni a medio termine dipenderanno sia dall'intensità e dalla durata del conflitto sia da come i prezzi dell'energia influenzeranno i prezzi al consumo e l'economia". Tuttavia, sussistevano molte incognite sull'evoluzione dello shock e vi erano troppe poche prove per "formulare giudizi definitivi sulle sue implicazioni a medio termine".Considerata "l'eccezionale incertezza" circa l'evoluzione della guerra e delle prospettive di inflazione a medio termine, i banchieri centrali hanno quindi ritenuto opportuno lasciare i tassi di interesse invariati. "Considerato che l'orientamento di politica monetaria attuale era sostanzialmente neutrale e che la prossima riunione di politica monetaria si sarebbe tenuta tra sole sei settimane", si legge ancora nei verbali, il consolidato approccio "riunione per riunione" lasciava comunque al Consiglio direttivo sufficiente flessibilità per reagire tempestivamente, se necessario. Un approccio in linea con la strategia basata sui dati, in quanto avrebbe consentito al Consiglio direttivo di avere più tempo per osservare l'evoluzione della guerra, comprenderne l'entità e la persistenza dello shock e monitorare la portata dei potenziali effetti di secondo ordine prima di intervenire. In particolare, le informazioni in arrivo nel periodo a venire avrebbero aiutato il Consiglio direttivo a valutare l'impatto della guerra sulle prospettive di inflazione e sui rischi ad esse connessi.I banchieri centrali hanno ribadito che la "politica monetaria non poteva impedire il picco inflazionistico iniziale a breve termine derivante dall'aumento dei prezzi dell'energia, ma era suo compito garantire che gli effetti indiretti e di secondo livello rimanessero limitati e che l'inflazione tornasse all'obiettivo in modo tempestivo e sostenibile".Guardando al futuro, il Consiglio Direttivo si è impegnato a "monitorare attentamente la situazione" e il suo "approccio basato sui dati lo aiuterà a definire la politica monetaria in modo appropriato per garantire una stabilizzazione sostenibile dell'inflazione al target di medio termine".
Fonte: Teleborsa