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14 minuti fa
Gas, prezzi in Europa al top da inizio 2023 con chiusura prolungata Hormuz e timori su stoccaggio
(Teleborsa) - I prezzi del gas naturale in Europa hanno raggiunto il livello più alto da gennaio 2023, superando i 70 euro/MWh, spinti principalmente dalla ripresa degli scontri tra USA e Iran, che spingono al rialzo anche il petrolio e minacciano ritardi nelle esportazioni di GNL dal Golfo Persico. A questo si sommano fattori strutturali già presenti da settimane, con le scorte europee di gas scese sotto livelli confortevoli per le ondate di calore estive e che rendono il mercato più sensibile a shock sul lato dell'offerta in vista dell'inverno.I futures di riferimento sul gas europeo (il TTF quotato ad Amsterdam) scambia a quota 73 euro/MWh, in rialzo del 2% rispetto a ieri, dopo aver toccato anche i 75 euro/MWh in apertura. A inizio anno, prima del conflitto in Medio Oriente, i futures erano in area 30 euro/MWh."La situazione fondamentale sul mercato europeo del gas continua a inasprirsi - commentano gli analisti di Mind Energy - Il mercato aveva sperato che Stati Uniti e Iran potessero raggiungere un qualche tipo di accordo che consentisse la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma ora sta iniziando a scontare una chiusura prolungata dello Stretto e una situazione di approvvigionamento molto critica in vista della prossima stagione di riscaldamento, durante la quale i livelli di stoccaggio saranno probabilmente significativamente ridotti rispetto alla normalità stagionale".Gli analisti di ING fanno notare che i margini di profitto sul GNL favoriscono l'invio di GNL spot in Europa piuttosto che in Asia, ma - con l'avvicinarsi dell'inverno nell'emisfero settentrionale - è "probabile che la concorrenza tra le due regioni si intensifichi, soprattutto se il GNL del Qatar rimarrà in gran parte assente dal mercato fino alla fine dell'anno".Una ricerca di UniCredit ha fatto anche notare che il premio del prezzo del gas naturale in Europa rispetto al petrolio Brent ha raggiunto un livello insolitamente elevato (del 50%), che non si vedeva dall'inizio del 2023, quando l'Europa stava ancora riorganizzando la propria struttura di importazione energetica per sostituire il gas russo, che in precedenza rappresentava circa il 45% delle importazioni totali di gas. Secondo lo studio, nonostante il potenziale di un graduale allentamento dell'attuale prezzo elevato del gas, la necessità dell'Europa di ricostituire le scorte rimarrà un fattore di supporto e probabilmente impedirà un calo significativo dei prezzi senza la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Fonte: Teleborsa