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53 minuti fa
Face lifting, Italia quarta al mondo con 1,37 milioni procedure: a Roma esperti di 47 Paesi
(Teleborsa) - Il mercato globale della chirurgia e medicina estetica viaggia verso i 53,2 miliardi di dollari entro il 2032, partendo dai 21,5 miliardi del 2024, con un tasso di crescita annuo composto del 12%. Nel 2024 nel mondo sono state eseguite oltre 17,4 milioni di procedure chirurgiche e 20,5 milioni non chirurgiche (+42,5% nell'ultimo quadriennio, in linea con i dati ISAPS Global Survey), con le procedure del distretto viso-testa che hanno superato i 7,4 milioni (+4,3%). L'Italia si colloca al quarto posto mondiale con 1,37 milioni di procedure registrate nel 2024, e secondo i dati SIME sono 7,3 milioni di italiani (il 17,6% della popolazione) che hanno fattoricorso ad almeno un trattamento estetico negli ultimi due anni. Il face lifting, conferma una crescita strutturale insieme a rinoplastica e blefaroplastica, in un settore che secondo AICPE avanza al ritmo del 10% annuo.È in questo scenario che si inserisce la terza edizione del convegno internazionale "New Frontiers of Face Lifting", in programma a Roma dal 22 al 24 maggio 2026, che riunisce oltre 300 specialisti provenienti da 47 paesi per un aggiornamento sulle tecniche più avanzate di chirurgia estetica del viso. L'evento, organizzato dal Dott. Michele Pascali, chirurgo plastico, direttore del Master in Chirurgia Estetica del Volto di secondo livello all'Università di Torino e fondatore della Plastic Surgery Academy a Roma, si inserisce in una stagione di crescita continua per il face lifting.A sostenere la domanda è un cambiamento culturale profondo: l'innalzamento dell'età media e uno stile di vita sempre più attivo spingono uomini e donne a cercare un'armonia tra corpo e volto che il solo invecchiamento naturale non garantisce. La componente maschile rappresenta oggi una delle dinamiche più rilevanti del settore: tra il 2018 e il 2024 gli interventi di chirurgia estetica sugli uomini sono cresciuti del 95% (contro +59% per le donne) secondo i dati IMCAS 2026, e nella casistica dei centri specializzati nel volto il rapporto uomini-donne, che fino a pochi anni fa si attestava a 90 a 10, si è spostato verso un 65-35 nell'arco degli ultimi quattro-cinque anni."Lo scopo è fare il punto sugli aspetti più innovativi e moderni del face lifting, per dare ai colleghi presenti da tutto il mondo le tecniche più avanzate ed efficaci attualmente disponibili. Saranno tre giorni di confronto di idee e di innovazioni, perché questi medici devono tornare a casa con un background molto arricchito da mettere a frutto nella loro quotidianità per dare il massimo ai loro pazienti", ha spiegato il Dott. Pascali, organizzatore del convegno.Il programma prevede due interventi di live surgery trasmessi in diretta dalla Plastic Surgery Clinic di Roma alla platea del Parco dei Principi, eseguiti dallo stesso Pascali e dal chirurgo spagnolo Francisco Gomez Bravo, tra i nomi di riferimento a livello internazionale. Lagiornata di domenica sarà interamente dedicata alla parte pratica, con le esercitazioni di dissezione anatomica presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma, momento considerato essenziale per tradurre in competenze operative quanto appreso durante lesessioni teoriche e le live surgery dei giorni precedenti.Il convegno romano riflette una tendenza globale che ha ridisegnato la professione: l'ultra- specializzazione dei chirurghi plastici. Se fino a qualche anno fa il chirurgo plastico era percepito come un professionista che operava su tutto il corpo, oggi chi si occupa del voltotende a concentrarsi esclusivamente su quell'area, con una spinta decisa verso procedure mirate, tecnologie all'avanguardia e soprattutto risultati naturali."La prima cosa che ci chiedono i pazienti è che non si percepisca la mano del chirurgo. Vogliono tornare indietro con la lancetta dell'orologio di tanti anni, ma in maniera naturale. Questo presuppone da parte nostra un background e una preparazione molto importanti", ha dichiarato Pascali.Tre le declinazioni del concetto di tempo attorno alle quali è costruito l'intero programma scientifico del meeting: l'età ideale per sottoporsi all'intervento, i tempi di guarigione – con pazienti che pretendono di ritornare alla vita lavorativa e sociale nel minor tempo possibile – e la durata del risultato negli anni, con una domanda crescente di effetti stabili e duraturi, considerando che un face lifting ben eseguito garantisce in media risultati che durano dai 7 ai 10 anni.L'evento arriva anche dopo un decennio in cui tecniche presentate come alternative alla chirurgia tradizionale – dal cosiddetto lifting del weekend ai fili di trazione fino all'utilizzo di vari device tecnologici – hanno deluso le aspettative di migliaia di pazienti, determinando unritorno deciso alla chirurgia tradizionale del face lifting.La Plastic Surgery Academy fondata da Pascali a Roma rappresenta un ulteriore tassello di questo ecosistema formativo: nell'ultimo anno sono stati 180 i medici di diverse nazionalità che hanno completato un percorso di fellowship presso la struttura, con periodiche vanno da una settimana a un mese, a conferma di una domanda di specializzazione che il sistema universitario pubblico non riesce più a soddisfare nel campo dell'estetica.A sottolineare il legame tra chirurgia del volto e dimensione artistica, l'edizione 2026 ospita una exhibition dedicata a Igor Mitoraj, tra i più importanti scultori contemporanei, realizzata in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia. Due opere monumentali saranno esposte al Parco dei Principi sotto il concept "Surgery meets Art" a rappresentare la filosofia dell'evento: in un'epoca in cui intelligenza artificiale e robotica stanno trasformando molte branche della medicina, il face lifting rimane una procedura profondamente artigianale, dove la differenza tra un risultato eccellente e uno deludente dipende dalla sensibilità e dalla preparazione di chi opera.
Fonte: Teleborsa