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Economia
1 ore fa
Dfp, Banca d'Italia: impatto crisi Medio Oriente ancora contenuto su crescita, inflazione vero rischio
(Teleborsa) - Il Capo del Dipartimento Economia e Statistica di Banca d'Italia Andrea Brandolini ha presentato in audizione alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato la testimonianza dell'Istituto sul Documento di finanza pubblica, confermando che le previsioni centrali indicano "un impatto del conflitto mediorientale sul quadro macroeconomico italiano ancora complessivamente contenuto sulla crescita nel 2026, più evidente sull'inflazione", ma avvertendo che "l'imprevedibilità dell'evoluzione della crisi rende particolarmente incerta ogni previsione puntuale".Uno scenario avverso - con ulteriori rincari di petrolio e gas, carenze di materie prime e interruzioni nelle filiere - potrebbe "spingere l'inflazione su livelli ben più elevati e pesare in misura marcata sui redditi e sui consumi delle famiglie e sui piani di investimento delle imprese".Conti pubblici: investimenti pubblici a livello più alto da inizio secoloSul fronte dei conti pubblici, Brandolini ha sottolineato che l'indebitamento netto si è ridotto per il quinto anno consecutivo nel 2025 e che il DFP "segnala scostamenti rispetto alla traiettoria pluriennale di spesa netta concordata con le autorità europee", anche per effetto delle pressioni inflazionistiche sulle voci di spesa indicizzate. "La crescita dell’avanzo primario deriva da un aumento delle entrate (poco oltre 1 punto percentuale del PIL) superiore a quello delle spese al netto degli interessi (0,8 punti) - ha spiegato Brandolini -. L’andamento delle entrate riflette soprattutto quello dei contributi sociali (0,9 punti). Tre quarti dell’incremento della spesa primaria sono dovuti alla sua componente in conto capitale (0,6 punti)". "Anche grazie alle opere finanziate dalle erogazioni del Dispositivo di ripresa e resilienza (DRR), gli investimenti pubblici hanno raggiunto il 3,8 per cento del PIL, il valore più elevato dall’inizio del secolo", ha sottolineato.Crisi energetica, difesa e credibilitàQuanto alla risposta allo shock energetico, Banca d'Italia ha raccomandato di limitarsi a "interventi mirati e di entità e durata contenute, preservando i segnali di prezzo, essenziali per orientare le scelte di consumo e favorire la transizione verso fonti energetiche meno esposte a rischi geopolitici". Brandolini ha sottolineato che, "secondo le valutazioni ufficiali, il taglio delle accise per poco oltre 40giorni avrebbe un costo di 0,7 miliardi; nel complesso questi provvedimenti hanno un effetto nullo sul disavanzo in quanto le misure espansive trovano copertura soprattutto attraverso riduzioni di stanziamenti dei bilanci dei ministeri".Banca d'Italia ha dedicato parte del suo intervento anche sul tema delle spese per la difesa, sottolineando che tali spese, "se non coperte, vanno comunque ad accrescere disavanzo e debito pubblico e hanno potenziali implicazioni per i percorsi di consolidamento che saranno delineati in futuro. Questi ultimi, a parità di altre condizioni, incorporeranno una situazione di partenza meno solida e dovranno essere più ambiziosi".Brandolini ha infine ricordato i progressi sul fronte della credibilità: nel 2025 le agenzie di rating hanno rivisto al rialzo il merito di credito dell'Italia e lo spread BTP-Bund si è ridotto in misura marcata. Benefici che si trasmettono a banche, imprese e famiglie attraverso un minore costo dell'indebitamento.
Fonte: Teleborsa