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1 ore fa

Bankitalia, Nicoletti Altimari: vulnerabilità nel private da combinazione di leva, opacità e scarsità dati

(Teleborsa) - "In un contesto segnato da ampi squilibri macroeconomici - elevato debito pubblico, persistenti squilibri di conto corrente, tensioni geopolitiche e conseguente ricomposizione dei flussi di capitale - la presenza di fragilità in alcuni segmenti del sistema finanziario può amplificarne i rischi". Lo ha detto Sergio Nicoletti Altimari, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, al 32° Congresso annuale dell'Assiom Forex presso il Palazzo del Casinò al Lido di Venezia.Parlando del ruolo crescente dei fondi speculativi (hedge funds) nei mercati dei titoli sovrani, ha detto che "negli ultimi tre anni l'indebitamento degli hedge funds è aumentato sensibilmente, così come il loro peso nei mercati dei titoli di Stato"."Per i principali operatori il debito è più che raddoppiato, avvicinandosi ai 7.000 miliardi di dollari, pari a quasi un quarto del PIL statunitense - ha spiegato - L'espansione riflette soprattutto un marcato incremento della leva finanziaria. L'indebitamento è concentrato in pochi grandi fondi, con leva spesso superiori a dieci. Una quota rilevante dei finanziamenti proviene dal mercato dei pronti contro termine, tramite operazioni a brevissima scadenza continuamente rinnovate; la restante parte è fornita da poche grandi banche globali. Ne deriva un sistema concentrato, interconnesso e dipendente da condizioni di liquidità abbondante".Secondo Nicoletti Altimari, "resta poi una questione di fondo: gli hedge funds hanno assorbito una parte significativa dell'ampia offerta di titoli del Tesoro statunitense in una fase di domanda internazionale più debole, anche per la riallocazione delle riserve verso oro e altre valute. Se questa domanda è sostenuta da posizioni ad alta leva e finanziamenti a breve termine, ne deriva una potenziale vulnerabilità per un mercato cruciale del sistema finanziario globale".Affrontando il tema della leva e opacità nei mercati dei capitali privati, ha evidenziato che "nell'ultimo decennio i mercati dei capitali privati - venture capital, private equity e private credit - hanno registrato una forte espansione, raggiungendo quasi 16.000 miliardi di dollari di attivi. Pur restando molto inferiori ai mercati quotati, rappresentano una fonte cruciale di finanziamento, soprattutto per imprese innovative; il loro sviluppo, specie in Europa, va sostenuto, pur se entro adeguati presìdi. Le principali vulnerabilità derivano dalla combinazione di leva, opacità informativa e scarsità di dati"."La leva è presente lungo tutta la catena di intermediazione: le imprese finanziate sono spesso fortemente indebitate e con basso merito creditizio; le operazioni di private equity avvengono tramite leveraged buyout, finanziate prevalentemente da banche o fondi di private credit, con linee di credito ai fondi e talvolta agli stessi investitori, che amplificano l'esposizione complessiva - ha detto il Vice Direttore Generale della Banca d'Italia - Sebbene le evidenze suggeriscano livelli medi di leva ancora contenuti, la stima è resa complessa dalla scarsità di dati, soprattutto quando sono coinvolti intermediari non vigilati. Le oggettive difficoltà di valutazione e l'elevata illiquidità degli attivi possono ritardare l'emersione delle perdite, determinando aggiustamenti bruschi e concentrati nel tempo".
Fonte: Teleborsa