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2 ore fa

TIM, dagli azionisti via libera a bilancio 2025 e buy back da 400 milioni di euro

(Teleborsa) - In sede ordinaria l'Assemblea degli azionisti di TIM ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025 di TIM S.p.A., che si è chiuso con una perdita netta pari a 154.569.180,52 euro e la copertura della stessa mediante l'utilizzo della riserva legale.Approvata anche la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, per entrambe le sezioni e il piano di incentivazione azionaria di lungo termine denominato "Piano LTI di Performance Shares 2026-2028" finalizzato a rafforzare l'allineamento tra gli interessi del management e quelli degli azionisti, promuovendo la creazione di valore sostenibile nel medio-lungo periodo.L'assemblea, inoltre, ha deliberato, sulla base della raccomandazione del Collegio Sindacale, il conferimento dell'incarico direvisione legale dei conti per il novennio 2028-2036 a PwC e la determinazione del relativo compenso.É stato autorizzato l'acquisto e la disposizione di azioni proprie, anche in più tranche, per un controvalore massimo complessivo di 400 milioni di euro e per un massimo di 700.000.000 azioni ordinarie – da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento azionario, a massime 70.000.000 azioni ordinarie, corrispondenti a circa il 3,3% del capitale sociale.In sede straordinaria gli azionisti di TIM hanno approvato il raggruppamento delle azioni ordinarie nel rapporto di 1 nuova azione avente godimento regolare ogni 10 azioni ordinarie in circolazione, con conseguente riduzione del numero totale delle azioni a 2.135.725.819 e modifica dell'articolo 5 comma 1 dello statuto sociale. Inoltre, ha approvato l'esclusione dell'obbligo di successiva reintegrazione del vincolo di sospensione d'imposta per gli utilizzi della riserva legale a copertura della perdita 2025, fermo restando l'obbligo di reintegro della riserva legale fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale, come previsto dal codice civile. É stato infine autorizzato l'annullamento di azioni proprie senza riduzione del capitale sociale – con corrispondente incremento della parità contabile implicita delle azioni non oggetto di annullamento – fino a un massimo di 700.000.000 di azioni ordinarie (da intendersi ridotte, a esito del raggruppamento, a massime 70.000.000 di azioni ordinarie), che potranno essere acquistate, e che non siano utilizzate a servizio degli impegni derivanti dai piani di remunerazione, con conseguente modifica dell'articolo 5 dello statutosociale.
Fonte: Teleborsa