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Economia
55 minuti fa

Associazioni agricole nella Fondazione Ravà. ABI: filiera vale 335 miliardi

(Teleborsa) - Le principali associazioni di rappresentanza delle imprese agricole entreranno a breve nella Fondazione Mario Ravà, costituita dall'Associazione Bancaria Italiana per favorire il dialogo tra il settore del credito e il comparto agroalimentare. Una filiera che vale oltre 335 miliardi di euro, pari a circa il 19% del PIL italiano.L'annuncio è stato dato dal Direttore Generale dell'ABI, Marco Elio Rottigni, nella sessione di apertura della prima Convention annuale della Fondazione, di cui è Presidente. All'evento hanno preso parte il Capo di Gabinetto del Ministero dell'Agricoltura, Raffaele Borriello, la Vice Presidente della Banca Europea per gli Investimenti, Gelsomina Vigliotti, oltre ai rappresentanti delle principali associazioni di categoria e degli ordini professionali del settore.La Fondazione, tra i cui fondatori figurano anche il Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF) e la Federazione Italiana Dottori in Scienze Agrarie e Forestali (FIDAF), punta a consolidarsi come sede permanente di confronto sui temi del finanziamento al comparto agricolo e agroalimentare. "La volontà è rafforzare la missione della Fondazione Mario Ravà quale piattaforma di confronto e proposta sui temi del finanziamento all'agricoltura, della sostenibilità, della gestione del rischio e dell'innovazione, in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, climatiche e geopolitiche", ha spiegato il Presidente Rottigni, richiamando il posizionamento dell'agricoltura italiana - prima nell'Unione Europea per valore aggiunto (44 miliardi) e terza per produzione (77 miliardi) dopo Francia e Germania - ed il ruolo del sistema bancario nel sostegno alla competitività del comparto e all'export dell'industria alimentare.Nel corso della Convention, l'ABI ha presentato il Quaderno di approfondimento sulla gestione dei rischi naturali in agricoltura, che raccoglie proposte per favorire percorsi di adattamento al cambiamento climatico e garantire sostegno finanziario alle imprese colpite da eventi meteorologici avversi. Il documento è stato condiviso con Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri, Confcooperative Fedagripesca, CONAF e FIDAF. Secondo le stime riportate, le perdite di produzione da calamità naturali potrebbero superare i 5 miliardi di euro all'anno entro il 2050, con picchi fino a 20 miliardi negli anni caratterizzati da eventi atmosferici di maggiore intensità.
Fonte: Teleborsa