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1 ore fa
INPS: in 2025 crediti salgono a 193 miliardi, rilevante tema inesigibili
(Teleborsa) - Le pensioni della gestione privata accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state l’82%, rispetto all’81% del 2024 e al 76% del 2023. Lo rileva la relazione di verifica del consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell'Inps sull'attività dell'istituto dalla quale emerge anche che quelle accolte oltre 120 giorni nel 2025 sono state il 3% rispetto al 4% del 2024 e al 6,5% dell’anno precedente, evidenziando un costante miglioramento dei tempi di accoglimento delle stesse. Quanto alle pensioni della gestione pubblica accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state pari al 93%, rispetto al 91,5% del 2024 e all’80% del 2023; quelle accolte oltre 120 giorni nel 2025 sono l’1% rispetto al 1,3% del 2024 e al 4,9% del 2023, evidenziando anche in questo caso un costante un miglioramento dei tempi di accoglimento.Le NASpI accolte entro 30 giorni nel 2025 sono state il 93,8% rispetto al 93% del 2024 a al 91,5% del 2023; le NASpI accolte oltre 60 giorni nel 2025 sono state il 2% rispetto al 3,1% del 2024 e al 3,8% del 2023, evidenziando un miglioramento dei tempi di accoglimento.Migliorano i tempi di erogazione del TFS/TFR ai lavoratori pubblici. Le pratiche di TFS liquidate entro 30 giorni passano dal 53,4% del 2024 al 57,4% del 2025; nel caso del TFR si passa dal 55,7% al 73,3%. La situazione rimane comunque insoddisfacente per gli eccessivi ritardi, che si aggiungono ai tempi già lunghi previsti dalla normativa.L’andamento dei ricorsi amministrativi di competenza dei Comitati e delle Commissioni speciali, fa emergere come, nell’ultimo quadriennio, la giacenza degli stessi sia in forte diminuzione, passando da 174.496 nel 2021 a 46.505 nel 2025, valore praticamente azzerato nella maggior parte delle provincie. Il Contenzioso in diverse regioni mantiene un elevato livello di pervenuto, alimentato molto spesso da pratiche lucrative, a volte illecite, che vanno contrastate con decisione. Il livello di soccombenza in giudizio permane moltoalto e solo nel 52% dei casi i giudizi sono favorevoli all’Istituto. Questo impone misure finalizzate a dare più certezza agli utenti e maggiore coerenza con gli orientamenti giurisprudenziali.Quanto all'andamento dei tempi medi dell’invalidità civile, per la fase dell’accertamento sanitario, nell’ultimo triennio, registra un aumento dei tempi di attesa media che passano dai 120 giorni del 2022 ai 125 giorni del 2025. Attualmente, questa fase è prevalentemente gestita dalle aziende sanitarie locali e vi sono notevoli differenze fra le Regioni nei tempi di attesa che variano da 40 a 260 giorni. Mentre per la fase amministrativa, nell’ultimo quadriennio si rileva una evidente riduzione dei tempi medi che passano da 22 giorni nel 2022 a 15 giorni nel 2025. La riforma della disabilità e della non autosufficienza, considerando le incertezze normative e le limitate risorse messe a disposizione, la difficoltà nel reperire il personale medico e il ridimensionamento del fondamentale ruolo di supporto dei patronati, possono rappresentare elementi di ulteriore incertezza su cui è necessario vigilare, facendo tesoro della complessa sperimentazione avviata.Nell’ultimo quadriennio, risulta una costante diminuzione del numero degli Ispettori di vigilanza, che passano da 884 a 736; conseguentemente si osserva che nel 2025 le ispezioni effettuate calano sensibilmente rispetto al 2022, passando da 10.576 a 8.311. Il numero di verbali per solidarietà contributiva del committente quasi si dimezzano, passando dai 2014 del 2022 ai 1.203 del 2025, mentre crescono gli importi dei verbali stessi, come effetto dell’azione congiunta dell’Istituto e della magistratura nei confronti di alcune grandi imprese. L’ulteriore calo del numero di Ispettori di vigilanza, non ancora integrati a due anni dalla decretazione d’urgenza che ne prevedeva l’assunzione, non avendo per un anno e mezzo l’Inps ottenuto le autorizzazioni ministeriali previste, rende difficoltosa l’azione dell’Istituto nel contrastare l’evasione e il lavoro irregolare, nell’attività di tutela dei lavoratori e delle imprese.Anche la vigilanza documentale registra nel quadriennio un arretramento, con una riduzione dell’accertato che passa dai 328 milioni del 2022 ai 314 milioni del 2025, le riscossioni che passano, nello stesso periodo, dai 284 milioni ai 176 milioni, con un rapporto Riscosso/Accertato che scende dall’86,4% al 56%.L’evasione contributiva accertata rimane sostanzialmente stabile nel quadriennio, attorno ai 500 milioni, rispetto ai più di 10 miliardi annui di evasione stimata.Crescono ulteriormente i crediti dell’Istituto arrivando, nel 2025, a 193 miliardi, rispetto ai 182 miliardi dell’anno precedente. Si conferma rilevante il tema dei crediti inesigibili, rispetto ai quali sarebbe necessaria una diversa lettura normativa e una differente regolamentazione interna per rendere più attendibile la rappresentazione della situazione patrimoniale dell’Istituto.Infine, da segnalare che permane una significativa carenza di personale, in particolare nelle regioni del nord, con 24.482 persone in forza al 31 dicembre 2025 rispetto ai 25.343 dell’anno precedente e alle 32.612 unità di dotazione organica sostenibile. La carenza riguarda anche specifici profili professionali e ambiti lavorativi. Inoltre, manca un adeguato raccordo fra le politiche del personale e i processi riorganizzativi. È necessario quindi accelerare e dare continuità alle assunzioni per evitare disservizi all’utenza.
Fonte: Teleborsa