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Economia
58 minuti fa
Meeting Rimini, Lollobrigida: con regolamenti farneticanti, Europa mette in difficoltà nostre aziende
(Teleborsa) - Europa sotto la lente, questo pomeriggio, al Meeting di Rimini, nell’incontro intitolato “Fatto bene tutti giorni”, che ha messo a tema il valore del made in Italy, delle sue qualità e degli ostacoli che limitano lo sviluppo delle sue potenzialità. Al convegno ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che ha accusato la burocrazia e la tecnocrazia di Bruxelles di “mettere in difficoltà le aziende del nostro Paese, con una tecnocrazia che impone le sue scelte dove può. Non certo in Cina o negli Stati Uniti ma nei suoi Paesi membri e in Italia in particolar modo”. Il ministro ha parlato di ”regolamenti farneticanti” e ha sostenuto che l’Europa non fa nulla per difendere i nostri prodotti dalla concorrenza sleale di Paesi extra europei, dove “si sfrutta il lavoro minorile, non si rispetta l’ambiente, non esistono i diritti dei lavoratori”. “Senza l’Italia e senza la sua cultura artistica e imprenditoriale – ha concluso Lollobrigida – l’Europa non andrà da nessuna parte”. Le considerazioni del ministro sulle politiche europee erano state precedute da quelle, altrettanto critiche, degli altri ospiti: Denis Amadori, amministratore delegato Gruppo Amadori; Stefano Berni, direttore generale Consorzio Grana Padano; Maurizio Fugatti, presidente Provincia autonoma di Trento; Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e presidente Conserve Italia; Cristina Scocchia, amministratore delegato Illycaffè. Le criticità da loro individuate, alle quali l’Europa non riesce a far fronte quando, addirittura, non è essa stessa a crearle, si possono così sintetizzare: regolamenti ingiusti nei tempi e nelle modalità di attuazione (vedi il provvedimento su packaging e imballaggi o quello sulla deforestazione); costi energetici spropositati, doppi di quelli sostenuti dalle aziende americane; gli acquisti “per confusione”, dovuti ad una scarsa informazione sugli ingredienti dei prodotti stranieri che imitano il made in Italy; l’eccessiva invadenza delle speculazioni finanziarie nei settori produttivi, agricoltura compresa. “Zaini carichi di pietre – è stato detto – che rallentano un cammino già in salita”.
Fonte: Teleborsa