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Economia
39 minuti fa
Formazione: contano dimensione e governance più del settore
(Teleborsa) - Nelle micro, piccole e medie imprese italiane a incidere sulle strategie di formazione continua non è tanto il settore di appartenenza, quanto la combinazione tra dimensione aziendale e modello di governance. È quanto emerge dall'analisi "Strategie e pratiche formative delle MPMI italiane: esiste una specificità cooperativa?", realizzata dall'Osservatorio Digitale nelle PMI della School of Management del Politecnico di Milano con Foncoop, fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua nelle imprese cooperative e nell'economia sociale. Lo studio ha riguardato un campione rappresentativo di 1.100 NPMI, con un approfondimento su 135 realtà cooperative.Dall'analisi emerge che, nelle realtà più piccole, la formazione resta frammentaria e legata agli adempimenti normativi: tra il 61% e il 65% delle MPMI indica nella mancanza di tempo durante l'orario di lavoro il principale ostacolo. Tra le medie imprese, il 68% delle cooperative dispone di un piano formativo strutturato e aggiornato, contro il 35% delle non cooperative. Sull'intelligenza artificiale, il 34% delle medie cooperative ha attivato percorsi dedicati contro il 19% delle altre imprese; nel 61% dei casi la formazione coinvolge l'intero organico, a fronte del 42% di non cooperative che la riserva ai ruoli apicali. Il 50% delle medie cooperative ricorre ai Fondi interprofessionali, contro il 40% delle non cooperative. Il 32% delle cooperative (23% le non coop) considera la formazione leva di attrazione dei talenti, ma l'inserimento effettivo di giovani profili è pari al 31% contro il 36%."I dati del Politecnico dimostrano che l'investimento tecnologico da solo non genera competitività se non si accompagna a un investimento proporzionale e strategico sulle persone. Le cooperative di media dimensione stanno dimostrando che la governance partecipata e la capacità di pianificare non sono vincoli burocratici, ma veri e propri motori di sviluppo e resilienza per il mercato. Come Fondo, la nostra sfida prioritaria nei prossimi anni sarà accompagnare anche la fascia delle micro e piccole imprese a fare questo salto di qualità, trasformando la formazione da adempimento episodico a infrastruttura organizzativa continua", ha dichiarato il presidente di Foncoop Marco Menni.Per il vicepresidente Alessandro Spaggiari, "l'intelligenza artificiale è un'opportunità da cogliere, ma la persona resta centrale e deve essere tutelata".Secondo il professor Claudio Rorato, responsabile scientifico dell'Osservatorio, "dalla ricerca emerge un quadro a due velocità. Se da un lato la dimensione aziendale continua a essere un fattore condizionante rispetto alle strategie formative, in quanto è la maggiore articolazione organizzativa a consentire un presidio più continuo e qualificato, dall'altro esistono modelli e buone pratiche dai quali prendere ispirazione quando la complessità organizzativa cresce. La vera sfida del sistema-Paese non risiede più soltanto nel moltiplicare l'offerta di corsi, ma nell'aiutare le organizzazioni ad alimentare un percorso di apprendimento continuo".
Fonte: Teleborsa