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Economia
46 minuti fa
L'Ecopillola di Ferretti - Francia: un debito pubblico pernicioso
(Teleborsa) - La situazione economica in Francia ed il suo debito pubblico sono il tema dell'ultima Ecopillola dell'economista Andrea Ferretti, che ne esamina i contorni, i possibili rischi per la sostenibilità dei conti pubblici ed i riflessi per i mercati finanziari. 1 - La crescita del PILSecondo il Fondo monetario, la Francia crescerà solo dello 0,4% nel 2026, decisamente al di sotto della crescita prevista per i principali partners europei: media dell'Eurozona +1,1%, Italia +0,8%, Germania +1,3%. E non appaiono molto più confortanti le previsioni del Fondo per il 2027, che prevedono una crescita francese intorno a uno 0,6-0,7%. Dunque, un rallentamento del PIL, forse non drammatico, ma reso persistente da una diffusa sfiducia dei francesi nella capacità della politica di gestire l'attuale situazione economica. Sfiducia che finisce per frenare gli investimenti e comprimere i consumi dei privati.2 - Debito e DeficitMa l'aspetto più preoccupante dell'economia francese è rappresentato dal debito pubblico, che ha raggiunto allegramente i 3.595 miliardi, pari a circa il 119% del PIL. Il problema però non sta tanto nelle dimensioni di questo debito, ma nel fatto che ci troviamo di fronte a un debito pernicioso, a causa di almeno quattro vizi congeniti:E' privo di freni: mentre il nostro debito è considerato sotto controllo e, dal 2028, dovrebbe iniziare un trend discendente, il debito francese, secondo il Fondo Monetario, è in pieno trend ascendente ed è destinato a raggiungere il 128% del PIL entro il 2030.Il debito francese è super alimentato: banalmente i francesi, spendendo più di quanto entra nei forzieri dello Stato, hanno cumulato un deficit monster del 5,7% del PIL, in trend ascendente. Da evidenziare a questo proposito che la Francia è l'unica tra le grandi economie europee ad avere un deficit sopra il 5% e che l'Italia attualmente ha un deficit tra il 2,9 e il 3%. Oltretutto il debito francese oltre che dal deficit è costantemente alimentato dall'aumento della spesa per interessi, derivante dall'aumento dei tassi in chiave anti-inflazionistica.Il debito francese è resiliente: Posto che la spesa primaria francese è la più alta in Europa ed è decisamente rigida, il Fondo Monetario ritiene che l'unico modo per riportare su una traiettoria virtuosa il debito francese sia proprio una drastica riduzione della spesa pubblica; peccato che questa cura da cavallo sia del tutto incompatibile con l'attuale situazione sociale e politica in Francia. A titolo di esempio, i manifestanti per strada chiedono, solo per il piano straordinario per i licei circa 10 miliardi, mentre la Le Pen chiede a gran voce zero Irpef fino a 30 anni, pensioni a 62 anni e aumenti per gli insegnanti del 10%.Il debito francese è instabile, infatti, questo debito non è solo detenuto per oltre il 60% da stranieri, ma tra questi la presenza di fondi speculativi e di edge fund si è notevolmente rafforzata dal 2022. Il che vuol dire, banalmente, che il debito francese è sempre più vulnerabile ad attacchi speculativi e a possibili crisi di sfiducia. Da qui, i recenti declassamenti della Francia da parte delle società di rating e lo spread sui titoli decennali volato a livelli mai visti prima. (Foto: gopixa | 123RF)
Fonte: Teleborsa