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36 minuti fa

Auto, Morningstar DBRS: intesa franco-tedesca dà solo sollievo temporaneo contro concorrenza cinese

(Teleborsa) - L'accordo raggiunto il 16 ottobre tra Francia e Germania per sostenere l'industria automobilistica europea offre ai costruttori del continente solo una tregua temporanea, non una soluzione alla concorrenza cinese. È la valutazione di Morningstar DBRS, secondo cui le misure allo studio potranno rallentare la perdita di quote di mercato, ma difficilmente cambieranno la direzione del settore. I produttori cinesi, osserva l'agenzia di rating, traggono il loro vantaggio di costo da economie di scala, integrazione verticale e leadership nella filiera delle batterie, e manterranno quindi una flessibilità sui prezzi superiore a quella dei concorrenti europei. A complicare il quadro c'è poi il fatto che i gruppi cinesi stanno già costruendo stabilimenti in Europa, rendendo sempre più sfumata la distinzione tra produzione "europea" e "cinese".I contenuti dell'accordoL'intesa tra Parigi e Berlino è l'ultimo tentativo di rendere i veicoli prodotti nell'Unione più competitivi rispetto alle importazioni dalla Cina, in rapida crescita. I due Paesi hanno concordato di ammorbidire gli obiettivi sulle emissioni delle auto per il 2035 e di introdurre un sistema "Made in EU", che potrebbe includere anche il Regno Unito.Il quadro attuale mostra i limiti degli strumenti adottati finora. L'Unione europea applica già dazi anti-sovvenzioni sulle auto elettriche a batteria importate dalla Cina, che vanno dal 17% per BYD al 35,3% per SAIC. Queste misure, però, non hanno eliminato il vantaggio di prezzo dei costruttori cinesi: secondo un'analisi di Transport & Environment citata dall'agenzia di rating, le auto elettriche di marchio cinese costano in media circa il 21% in meno rispetto a modelli europei comparabili, e continuano così a guadagnare quote di mercato nonostante i dazi.Nei dati di Morningstar DBRS su base MarkLines, la Cina è già il quarto Paese di produzione per numero di auto vendute nell'Unione europea nel primo semestre 2026, dopo Germania, Spagna e Francia e davanti a Repubblica Ceca, Slovacchia, Turchia e Italia.Incentivi riservati alle auto prodotte nell'UEUno degli elementi principali della proposta franco-tedesca, secondo quanto riportato, è la limitazione di alcuni schemi di incentivo ai soli veicoli prodotti nell'Unione. Oggi, ricorda lo studio, in Francia e Spagna anche le auto elettriche importate possono beneficiare di incentivi pubblici fino a 7.000 euro, mentre in Germania il contributo arriva a 6.000 euro.Restringere questi aiuti potrebbe ridurre il divario competitivo e sostenere gli sforzi dei costruttori europei per stabilizzare o recuperare quote nel mercato delle auto elettriche. Il rovescio della medaglia, sottolinea Morningstar DBRS, è che i consumatori europei avrebbero un accesso più limitato a veicoli a basso costo.La sfida è già dentro i confini europeiL'accordo prevederebbe inoltre vantaggi più ampi per i veicoli prodotti nell'Unione, tra cui appalti pubblici, programmi di sostegno industriale e altre forme di supporto alla filiera automobilistica europea. Ma secondo l'agenzia la concorrenza cinese si sta già spostando all'interno dei confini dell'UE.BYD sta costruendo un impianto in Ungheria con una capacità iniziale di circa 150 mila veicoli l'anno e valuta ulteriori stabilimenti in Europa. Chery ha stretto una partnership con Ebro-EV Motors per produrre veicoli nell'ex stabilimento Nissan di Barcellona, con l'obiettivo di arrivare a circa 150 mila unità l'anno entro il 2029. Leapmotor e Stellantis hanno inoltre avviato una collaborazione produttiva in Spagna.Quando questo processo di localizzazione sarà sufficientemente avanzato, osserva Morningstar DBRS, distinguere tra produzione "europea" e "cinese" potrebbe diventare sempre più difficile dal punto di vista della politica industriale, riducendo l'efficacia di misure basate sul luogo di produzione.Il commento dell'analista"L'accordo franco-tedesco proposto potrebbe offrire alle case automobilistiche europee un prezioso margine di respiro, in un contesto di crescente concorrenza da parte dei produttori cinesi - ha dichiarato Edoardo Danieli, Vice President, European Corporate Ratings, Asset Finance di Morningstar DBRS - Tuttavia, è improbabile che dazi, restrizioni ai sussidi e requisiti relativi al contenuto locale riescano a compensare i vantaggi strutturali che i costruttori cinesi hanno consolidato grazie alle economie di scala, all'integrazione verticale e alla leadership nella filiera delle batterie. Con l'espansione della produzione dei costruttori cinesi all'interno dell'Europa, il confine tra produzione europea e cinese si fa sempre più labile; ciò suggerisce che, sebbene la proposta possa far guadagnare tempo, difficilmente sarà in grado di modificare in modo sostanziale le dinamiche competitive del settore a lungo termine".
Fonte: Teleborsa