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58 minuti fa

Andrea Crespi alla Biennale di Venezia con "Thetis", tra arte olografica e coscienza ambientale

(Teleborsa) - Tra mito, tecnologia e coscienza ecologica, Andrea Crespi approda alla 61ª Biennale di Venezia con Thetis, installazione olografica site specific presentata all’interno di As Above, So Below, Evento Collaterale della Biennale promosso da One Ocean Foundation e ZEITGEIST19. Negli spazi dell’ex Chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca, oggi sede di Fabbrica H3, fino all’8 giugno l’artista italiano – unico selezionato dalla fondazione per il progetto – trasforma la figura della medusa in un organismo simbolico sospeso tra memoria ancestrale, ecosistema e dimensione digitale.Dopo la mostra Artificial Beauty alla Fabbrica del Vapore di Milano, con Thetis Crespi prosegue la sua indagine sulle forme del classico, della mitologia e dell’universalità archetipica, sperimentando l’arte digitale mediante un’opera olografica in omaggio alla ninfa Teti, figura simbolica e primordiale, incarnazione delle profondità marine e della dimensione invisibile del vivente. L’essere marino diventa un organismo portatore di memoria ancestrale e di una dimensione mitica sospesa tra natura e immaterialità: un ecosistema di memoria che custodisce le origini della vita e il futuro del pianeta. Tra scienza e mito, la figura di Teti emerge come una coscienza liquida: non rappresenta il mare, ma ne incarna la dimensione invisibile, profonda e primordiale. Il progetto curatoriale di As Above, So Below, curato da Elizabeth Zhivkova e Farah Piriye Coene, riunisce artisti, bioartisti, sound engineer, ricercatori e collettivi internazionali in una piattaforma transdisciplinare che intreccia arte, scienza, tecnologia e spiritualità contemporanea. Come sottolinea Elizabeth Zhivkova, "abbiamo una selezione internazionale di artisti multidisciplinari con background molto particolari che vanno oltre il mondo dell’arte. La maggior parte di loro sono bioartisti, sound engineer, ricercatori e artisti interdisciplinari. Crediamo fortemente nelle collaborazioni trasversali tra diversi settori, capaci di generare cambiamento e impatto. Per questo abbiamo collaborato anche con One Ocean Foundation. Siamo rimasti colpiti dal potenziale dell’arte e del cinema di toccare profondamente le persone, portando conoscenza e consapevolezza sul tema degli oceani, della conservazione della biodiversità e, più in generale, del benessere planetario".Zhivkova evidenzia inoltre il valore simbolico dello spazio veneziano che ospita la mostra: “Lo spazio che ospita la mostra è un ex edificio del XV secolo. Dopo aver cessato di essere un luogo sacro, è stato trasformato in una fabbrica tessile e oggi è diventato un incubatore per l’innovazione. Abbiamo quindi deciso di creare dei parallelismi e fondere insieme tutti questi mondi all’interno dell’esposizione. Allo stesso tempo, lo spazio conserva una dimensione sacra di riflessione, meditazione e contemplazione, dove si può vivere una forma di spiritualità da un punto di vista diverso, quasi come un ritorno alla Madre Natura”.Al centro della riflessione curatoriale emerge il tema dell’interconnessione tra umano, ambiente e tecnologia. "Spesso parliamo separatamente di arte e oceani, ma perché non unirli? Perché dobbiamo costruire muri? Questo è anche il concetto centrale di As Above So Below: vogliamo unire tutto, perché l’oceano è uno, noi siamo uno, siamo parte di ogni cosa. Anche se percepiamo il mondo come separato, in realtà non lo è. Tutto è fatto di frequenze, tutto è energia, e siamo molto più profondamente connessi di quanto immaginiamo".Una visione condivisa anche da Farah Piriye Coene, che racconta come il progetto sia nato dal desiderio di creare "spazi e condizioni in cui le categorie si dissolvessero, dove arte, scienza, tecnologia, mitologia, conoscenza ancestrale e pensiero contemporaneo potessero far parte della stessa conversazione”. La curatrice spiega inoltre che “oggi disponiamo della più grande quantità di dati ambientali mai raccolta, eppure la crisi continua ad accelerare. Quindi c’è qualcosa che non funziona nel modo in cui questa conoscenza arriva alle persone. Quando le informazioni vengono trasmesse solo come dati, le persone fanno fatica a relazionarsi, perché la crisi ambientale può sembrare astratta, statistica, opprimente. Noi speriamo che l’arte possa ridurre un po’ questa distanza, perché l’arte è in grado di toccare le persone".Per Coene, la mostra vuole soprattutto generare un cambiamento di percezione: "Uno degli obiettivi di questa mostra è che, uscendo da qui, si inizi a pensare in modo leggermente diverso a ciò che consideriamo ‘conoscenza’: che sia quella di una balena, di un albero, di una medusa, di uno scorfano, di uno specchio d’acqua o del plancton. Se questa mostra riuscirà ad aprire anche solo una piccola porta verso questa consapevolezza, allora avrà funzionato”.As Above, So Below è riconosciuto come UN Ocean Decade Action e fa parte dell’UNESCO Blue Thread, inserendosi in una rete internazionale di iniziative dedicate alla protezione degli ecosistemi marini. Attraverso un approccio congiunto, poetico e scientifico, As Above, So Below affronta l’instabilità ecologica non come un’emergenza astratta, ma come una condizione vissuta di interdipendenza. Invita il pubblico a riconsiderare i fondamenti della vita, ciò che viene dato per scontato e ciò che rischia di andare perduto. L’Evento Collaterale As Above, So Below si evolverà in una piattaforma viva di conversazioni accanto alle opere in mostra. Concepite come uno spazio attivo di scambio, la mostra e le sue articolazioni si estendono oltre la presentazione in un processo continuo di riflessione e coinvolgimento. Saranno accompagnate da un programma pubblico di talk curati con artisti internazionali, scienziati marini, ricercatori e studiosi. Questi incontri offriranno ulteriori prospettive su biodiversità, sostenibilità e relazione tra cultura e sistemi naturali. La mostra si concluderà l’8 giugno 2026, in concomitanza con la Giornata Mondiale degli Oceani, rafforzando il legame tra visione curatoriale e impegno ambientale globale.
Fonte: Teleborsa