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53 minuti fa
Eurozona, Intesa: revisione al rialzo del PIL nel 2° trimestre è interamente attribuibile all'Irlanda
(Teleborsa) - La revisione al rialzo del PIL dell'Eurozona nel 2° trimestre è "interamente attribuibile all'Irlanda, notoriamente volatile", il cui tasso di crescita congiunturale è stato alzato al 10,2% dal precedente 3,9%. Lo sostiene Intesa Sanpaolo in una ricerca sul tema, commentando i dati Eurostat pubblicati questa mattina. Al netto dell'Irlanda, la crescita congiunturale dell'area euro è stata confermata allo 0,3% (1,2% a/a) stabile rispetto al trimestre precedente. "Il dato conferma quindi la resilienza sottostante dell'economia europea agli shock degli ultimi anni: escludendo l'Irlanda, l'Eurozona continua infatti a crescere da oltre due anni a un ritmo sostanzialmente in linea con il potenziale", si legge nella ricerca firmata dall'economista Andrea Volpi.Lo spaccato delle componenti evidenzia un'accelerazione della crescita dei consumi privati (0,4% t/t da 0,1% precedente), sebbene il dato di inizio anno sia stato rivisto al ribasso di due decimi. Il dato mostra una buona tenuta delle spese dei nuclei famigliari allo shock energetico. La spesa pubblica è cresciuta di 0,2% t/t da 0,5%. Si conferma invece la debolezza degli investimenti fissi, in calo per il secondo trimestre consecutivo (-0,1% t/t da -0,2% precedente; il dato del 1° trimestre è stato rivisto al rialzo di un decimo).Sul fronte del commercio estero, le esportazioni hanno registrato una marcata accelerazione (+3,4% t/t dopo -0,6%), mettendo a segno il ritmo di crescita più elevato dalla fine del 2020. Anche le importazioni sono aumentate (+1,3% t/t da +0,3%), ma a un ritmo significativamente inferiore rispetto all'export. Di conseguenza, le esportazioni nette hanno contribuito per 0,9 punti percentuali alla crescita del PIL durante la primavera, mentre la domanda interna ha apportato 0,2 punti e la variazione delle scorte ha sottratto circa mezzo punto percentuale.Il livello di attività economica in Irlanda, dopo le ampie oscillazioni degli ultimi trimestri, è tornato in prossimità dei livelli osservati nel 2° trimestre dello scorso anno. Tuttavia, il PIL irlandese è influenzato in misura molto maggiore dalle operazioni contabili delle grandi multinazionali che dai fattori congiunturali domestici e ciò rende probabile il permanere di un'elevata volatilità anche nei prossimi trimestri. Prima della revisione odierna, la nostra previsione di crescita per l'aggregato dell'Eurozona nel 2026 era pari allo 0,8%; l'aggiornamento dei dati la porterebbe meccanicamente intorno all'1%. Tuttavia, l'eccezionale volatilità dell'economia irlandese rende difficile attribuire un contenuto informativo significativo a questa revisione e, di conseguenza, incorporarla in una previsione puntuale.In prospettiva, "i più recenti dati reali evidenziano qualche rischio al ribasso per l'attività economica nel trimestre in corso - scrive Volpi - È comunque ancora prematuro trarre conclusioni sulla base di un numero limitato di osservazioni e le indagini di fiducia forniscono indicazioni sensibilmente più incoraggianti. Anche scontando un possibile rincaro del gas verso fine anno, continuiamo a ritenere plausibile uno scenario di crescita moderata dell'Eurozona al netto dell'Irlanda nel 2° semestre".(Foto: Mika Baumeister on Unsplash)
Fonte: Teleborsa