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Economia
51 minuti fa

Da revisione ETS a Chips Act: Urso a Bruxelles, ecco cosa ha detto

(Teleborsa) - Tanti i temi toccati dal Ministro Urso, intervenuto alla sessione pubblica del mattino del Consiglio Competitività, a Bruxelles. "Il futuro Chips Act 2.0 dovrà rafforzare l'autonomia europea nelle tecnologie essenziali per la sicurezza economica e la competitività, mantenendo un approccio aperto alla cooperazione internazionale e alla attrazione di investimenti. Servono quindi risorse europee adeguate, stabili e prevedibili nel prossimo quadro finanziario pluriennale", ha detto Urso sottolineando che "l'Europa, a nostro avviso, deve concentrare investimenti e risorse nei segmenti in cui dispone di solide capacità industriali e scientifiche. Pensiamo anzitutto all'elettronica di potenza e ai semiconduttori a banda proibita larga, come il carburo di silicio, ambito nei quali l'Europa può consolidare una posizione di leadership con importanti applicazioni nella mobilità elettrica, nell'energia, nell'automazione industriale e nell'aerospazio", ha aggiunto. Parallelamente, secondo il ministro, occorre "rafforzare le nostre competenze nella progettazione dei chip, nella fotonica, nel packaging avanzato, nei chiplet e nelle attività di testing e validazione. Dobbiamo poi ridurre le nostre dipendenze più critiche, dalle materie prime strategiche ai gas elettronici, fino alle tecnologie avanzate necessarie allo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Questo significa anche, ovviamente, che dobbiamo investire nelle competenze, nella formazione, nella mobilità tra ricerca e industria e attrazione di talenti, perché non vi è sovranità tecnologica senza competenze". Concludendo, Urso ha assicurato: "Noi, Italia, facciamo la nostra parte. Anche noi abbiamo contribuito alla nascita di campioni europei che ancora una volta si dimostrano fondamentali per reggere la competizione globale".Asse con i Paesi Bassi con i quali "abbiamo proposto questa revisione della definizione di impresa in difficoltà che peraltro arriva in un momento molto complesso per le nostre imprese a causa della presente congiuntura geopolitica stressante, delle conseguenze che essa ha già avuto sul settore industriale europeo e che rischia ulteriormente di pregiudicare il nostro sistema industriale"."Sosteniamo quindi l'obiettivo di valorizzare le specificità delle imprese innovative e riteniamo che la revisione della definizione di impresa in difficoltà consentirebbe di ridurre gli ostacoli che startup, scaleup e imprese #innovative incontrano ogni giorno nell'accedere ai finanziamenti così da favorire finalmente lo sviluppo nel mercato interno e contribuire al rafforzamento complessivo dell'Unione Europea.Pensiamo che questa revisione sia necessaria e urgente". Con la ministra tedesca dell'Economia e dell'Energia Katherina Reiche - scrive il Ministro su X -  "ho avuto un confronto a margine del Consiglio Competitività a Bruxelles sull'Atto per l'Accelerazione Industriale e sulle scelte per rafforzare la base produttiva europea. #Italia e #Germania hanno filiere industriali fortemente integrate e una responsabilità+ particolare nel far avanzare rapidamente il negoziato, a partire dalla definizione di un Made in Europe capace di rafforzare l'industria europea senza chiuderla ai partner strategici".Sul tema, "la posizione italiana è chiara: siamo per un MadeInEurope equilibrato, fondato sulla base industriale dei 27 e aperto all'integrazione con i nostri partner extra-UE prioritari, secondo un processo basato sulla reciprocità, sul rispetto delle regole del commercio internazionale e mirato in particolare ai settori chiave per la nostra autonomia strategica e per la sicurezza degli approvvigionamenti. Con la Germania vogliamo inoltre lavorare sulle tecnologie del futuro, dalla robotica avanzata all'IntelligenzaArtificiale fisica, per valorizzare le eccellenze industriali europee ed evitare nuove dipendenze strategiche".Il Ministro, a margine del Consiglio, è poi tornato su un tema attualissimo. "È assolutamente necessaria la revisione dei meccanismi infernali dell'Ets" perché "l'energia è l'emergenza dell'Europa", ha detto Urso spiegando che "la revisione dell'Ets l'abbiamo chiesta per primi, con determinazione e chiarezza. Va fatta in modo strutturale e organico, abbiamo chiesto che comprenda anche il settore della ceramica, uno dei più esposti all'aumento innaturale del costo dell'energia"
Fonte: Teleborsa