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18 minuti fa
Bond, dipendenza da investitori esteri rende vulnerabile la Francia. Più al riparo l'Italia con il retail
(Teleborsa) - Francia e Germania si distinguono in Europa per una base di investitori fortemente internazionale nei loro titoli di Stato, il che riflette la loro importanza economica e l'elevata liquidità dei rispettivi mercati del debito sovrano. Nell'attuale contesto, tuttavia, la dipendenza della Francia dalla domanda estera potrebbe trasformarsi in un elemento di vulnerabilità, sostiene una ricerca di UniCredit sul tema.I dati sulla bilancia dei pagamenti, pubblicati ieri, mostrano che nel mese di agosto gli investitori esteri hanno acquistato titoli di Stato francesi (OAT), seppur in misura molto contenuta. Fino alla fine dell'estate, l'incertezza politica in Francia non ha scoraggiato gli investitori stranieri, che dall'inizio dell'anno hanno incrementato i propri portafogli per un valore complessivo di 200 miliardi di euro. "Con il riemergere delle tensioni sugli spread creditizi nell'area euro e una crescente selettività da parte degli investitori nelle proprie scelte di allocazione, la composizione della base di investitori assume un'importanza sempre maggiore", sostiene Luca Cazzulani, Head of Strategy, FI Strategist di UniCredit.La presenza di investitori esteri varia notevolmente da un Paese all'altro, spaziando da circa il 20% dei titoli in circolazione in Grecia a circa il 75% in Finlandia. Un dato fondamentale è che la detenzione estera di titoli è riconducibile, in larga misura, a soggetti residenti all'interno dell'area euro. In media, circa il 75% delle posizioni detenute da investitori esteri fa capo a soggetti situati in altri Paesi dell'area euro. In alcuni Paesi, la quota di titoli detenuta da investitori esterni all'area euro risulta particolarmente esigua. Il Portogallo ne è un chiaro esempio: sebbene gli investitori esteri rappresentino una parte significativa della base di investitori, la quasi totalità di tali posizioni è concentrata all'interno dell'area euro. Anche l'Austria costituisce un caso interessante: pur registrando una quota relativamente elevata di detenzione estera, questa fa capo principalmente a soggetti residenti nell'area euro. Secondo UniCredit, gli investitori europei, alla ricerca di rendimenti più elevati, hanno considerato i titoli di Stato portoghesi e austriaci come alternative, rispettivamente, a quelli spagnoli e tedeschi. Ciò potrebbe contribuire a spiegare la relativa tenuta di tali titoli nelle ultime settimane. Al contrario, Germania e Francia si distinguono per una presenza relativamente consistente di investitori esterni all'area euro, a conferma del loro ruolo di mercati di riferimento altamente liquidi, capaci di attrarre la domanda globale. La Finlandia sembra inoltre esercitare un'attrattiva relativamente forte sugli investitori esterni all'unione monetaria."Gli investitori esteri tendono a reagire agli sviluppi politici interni con maggiore intensità rispetto a quelli locali - spiega Cazzulani - tale sensibilità è probabilmente ancora più marcata tra gli investitori che operano al di fuori dell'area euro". Non sorprende, sostiene lo studio, che Germania e Francia presentino le basi di investitori più diversificate a livello internazionale. Entrambi i mercati sovrani sono ampi e liquidi, i loro titoli sono ampiamente utilizzati come strumenti di riferimento (benchmark) e i due Paesi godono di un peso politico considerevole. Di conseguenza, essi hanno "rappresentato tradizionalmente la scelta privilegiata per gli investitori che desiderano esporsi ai tassi e alla duration dell'area euro, limitando al contempo il rischio di credito".Sebbene non vi siano ancora dati disponibili, il netto ampliamento degli spread degli OAT tra settembre e ottobre ha probabilmente frenato la domanda da parte degli investitori esteri ed è improbabile che il sentiment migliori finché non vi sarà maggiore chiarezza sulle prospettive di politica economica. Data la presenza già cospicua di investitori esteri nel mercato dei titoli di Stato francesi, esiste ancora un ampio margine per un'ulteriore riduzione delle loro posizioni, il che costituisce un fattore di rischio per gli spread degli OAT. Secondo UniCredit, la Germania sarebbe il principale beneficiario di un'eventuale riallocazione dei capitali in uscita dalla Francia. Anche i Paesi Bassi e l'Austria potrebbero attrarre flussi, configurandosi come alternative a rendimento più elevato, sebbene in mercati caratterizzati da minore liquidità. Al contrario, la base di investitori dell'Italia appare relativamente stabile. "Una quota maggiore del debito pubblico è detenuta a livello nazionale, sostenuta in parte dalla strategia del Tesoro di offrire titoli specificamente pensati per gli investitori retail - scrive l'esperto nella nota - Ciò dovrebbe offrire una certa protezione ai BTP durante i periodi di volatilità dei mercati, rendendo il comparto meno vulnerabile a bruschi cambiamenti nel sentiment degli investitori esteri".
Fonte: Teleborsa