Breaking News
Economia
58 minuti fa
BCE, Rehn vede primi segnali di choc stagflazionistico tra guerra in Iran e caro energia
(Teleborsa) - Olli Rehn, membro del Consiglio direttivo della BCE, intravede i primi segnali di un possibile choc stagflazionistico nell'Eurozona, legato alla guerra in Iran e all'aumento dei prezzi dell’energia. "I primi segnali erano già visibili nelle statistiche, quando la crescita nell’area euro nel primo trimestre è stata solo leggermente positiva e l’inflazione è salita al 3%", ha detto Rehn avvertendo che i dati recenti indicano un deterioramento del quadro macroeconomico.Il banchiere centrale finlandese ha comunque precisato che lo choc attuale è meno intenso rispetto al picco inflazionistico del 2022, ma ha sottolineato che lo scenario si sta spostando verso condizioni meno favorevoli, soprattutto per quanto riguarda il petrolio."Stiamo assistendo ancora una volta a uno choc dei prezzi esterni legato alle tensioni geopolitiche e alla volatilità dei mercati energetici,” ha dichiarato separatamente a Sofia il governatore della banca centrale bulgara Dimitar Radev.Primoz Dolenc, omologo sloveno di Rehn, ha avvertito che gli effetti sull’economia restano per ora limitati, ma che le aspettative di inflazione dei consumatori potrebbero aumentare: "Gli effetti più ampi dell’attuale contesto potrebbero manifestarsi successivamente, poiché il rischio di prezzi più elevati dell’energia e delle materie prime sui mercati globali potrebbe gradualmente tradursi in prezzi più alti di beni e servizi".Madis Muller, primo ministro estone il cui mandato scade il mese prossimo, ha invece ridimensionato il rischio di stagflazione, pur sottolineando la necessità di una rapida soluzione della crisi geopolitica: "Servirebbe una soluzione molto rapida e positiva nello Stretto di Hormuz e in Medio Oriente affinché i prezzi dell’energia tornino a scendere in modo chiaro e duraturo. L’attuale livello dei prezzi dell’energia probabilmente implica una crescita economica più lenta, ma non siamo entrati in stagflazione".Sul fronte della politica monetaria, i mercati continuano a prezzare nuovi rialzi dei tassi da parte della BCE, mentre diversi banchieri centrali mantengono un approccio prudente in attesa di ulteriori dati sugli effetti della crisi energetica su inflazione e crescita.
Fonte: Teleborsa