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16 minuti fa
EssilorLuxottica, Del Vecchio: "fuori dal gruppo perché non condivido le strategie"
(Teleborsa) - "L'azienda ha sempre creduto in me e continua a credere in me, sono andato via perché non posso essere a capo di strategie che non condivido". Leonardo Maria Del Vecchio, a capo di LMDV Capital e socio di Delfin, è tornato a parlare pubblicamente delle ragioni che lo hanno portato a lasciare gli incarichi in EssilorLuxottica. In un'intervista esclusiva al settimanale Chi, l'imprenditore ha spiegato: "L'ho fatto perché nella mia visione il cuore è Agordo, le persone, le generazioni, lì ho visto nascere il successo".Del Vecchio ha inoltre ripercorso il proprio impegno per aumentare le quote in Delfin, la holding di famiglia in cui detiene il 12,5%: "Per anni ho combattuto affinché fosse rispettato il testamento di mio padre, che prevedeva diverse fasi, l'ultima delle quali era proprio l'opportunità di comprare quote di altri azionisti per avere una direzione unitaria e senza scontri". Un percorso, ha precisato, "chiuso" dopo quattro anni e tre tentativi falliti in precedenza.L'intervista arriva a un giorno di distanza dagli interventi di Del Vecchio al Forum di Cernobbio, che hanno fatto scendere in Borsa il titolo EssilorLuxottica. In quell'occasione, l'imprenditore aveva dichiarato che per Delfin "credo sia un momento nuovo in cui bisogna dialogare tra i soci e riportare il board al suo naturale ruolo che è quello di implementare le strategie della maggioranza dei soci", rimandando alla maggioranza degli azionisti ogni decisione sul futuro della holding e sulla guida di EssilorLuxottica.Questa mattina LMDV Capital ha chiarito con una nota il proprio indebitamento: 500 milioni di affidamenti personali (meno del 10% del patrimonio stimato in 6 miliardi) e un totale di 950 milioni includendo il finanziamento CA Indosuez e posizioni garantite da beni reali. La società ha smentito che crediti di firma e apporti di co-investitori vadano conteggiati come debito, e assicura l'assenza di posizioni scadute o non onorate.Nel frattempo, il Corriere della Sera riporta che Luca e Paola Del Vecchio si preparano a far valere i propri diritti per la mancata vendita delle quote Delfin (250 milioni a testa), mentre il 22 settembre il giudice lussemburghese deciderà sulla proroga della prelazione richiesta da Delfin.
Fonte: Teleborsa