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50 minuti fa

Genova, lavoratori ex Ilva di Cornigliano occupano aeroporto

(Teleborsa) - Ore cruciali per il futuro dell'ex Ilva mentre non si fermano le proteste: "Dichiariamo ufficialmente che l'aeroporto è occupato". Lo fanno sapere i lavoratori dell'ex Ilva di Cornigliano appena entrati nella zona imbarchi del 'Colombo' di Genova. Lavoratori di Occupato aeroporto di GenovaLa manifestazione è stata decisa dopo la notizia della richiesta di una nuova cassa integrazione da parte dell'azienda. "Ci mettono nelle condizioni di forzare e forzeremo, tanto per essere molto chiari. Perché in questo paese se le questioni non esplodono non si arriva a capo di nulla", ha detto Armando Palombo (Fiom) aprendo l'assemblea dei lavoratori dell'ex Ilva di Genova Cornigliano, denunciando lo strappo dei commissari: "Mercoledì hanno firmato a Roma e inviato al prefetto una lettera che garantiva la continuità produttiva. Venerdì, a mezzanotte, hanno inviato una Pec prendendo in giro tutta la città: chi firma mercoledì una carta bianca e venerdì una nera è uno scellerato. Genova non può aspettare dieci anni per il green mentre il mercato tira: i rotoli devono arrivare subito".Sindacati sul piede di guerraNicola Appice (Fim Cisl) ha posto l'accento sulla vertenza complessiva e sull'imminente pronunciamento della Cassazione per Taranto: "I tre giorni sotto la prefettura sembravano aver garantito una fornitura temporanea di 35 mila tonnellate di coils per non fermare Genova. Poi venerdì è arrivata la comunicazione di una cassa integrazione che rischia di bloccare interi reparti, compresi quelli impiegatizi. Se si fermano quelli, rischia di bloccarsi tutta la lavorazione rimasta. Serve garantire gli approvvigionamenti subito: siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare il lavoro"."Resteremo qui  finché questo governo non ci dà una risposta",  fa eco Armando Palombo (Fiom). Attesa per sentenzaIntanto, attesa per domani la sentenza della Corte di Cassazione, in merito all'ordinanza dalla Corte d'Appello di Milano, che per due volte ha ordinato lo spegnimento dell'impianto a caldo. Decisione che sarà definitiva e darà luogo ad una serie di attività senza possibilità ritorno. Una sentenza in cui si nutrono aspettative positive, visti i recenti orientamenti giurisprudenziali, ma l'incertezza ed il pessimismo regnano sovrane.
Fonte: Teleborsa