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Economia
58 minuti fa
Manovra, Gimbe: per sanità "risorse insufficienti"
(Teleborsa) - Con la quinta legge di bilancio, il Governo Meloni conferma una tendenza: il finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) cresce meno della ricchezza del Paese. Il Fondo Sanitario Nazionale (FSN) raggiungerà 146,3 miliardi di euro nel 2027, 147,1 miliardi di euro nel 2028 e euro 148,2 miliardi nel 2029, ma il rapporto FSN/PIL previsto per il 2027 resta inferiore a quello del 2022 e scenderà sotto il 6% dal 2028. "La Manovra 2027 – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – conferma che il Governo si avvia a chiudere la legislatura senza aver assicurato al SSN un rafforzamento strutturale. Dopo il netto incremento del 2026, infatti, la crescita del FSN torna a rallentare. La Legge di Bilancio prevede un aumento del FSN di soli euro 7,1 miliardi nel triennio 2027-2029, a fronte degli oltre euro 18 miliardi richiesti dalle Regioni. L’incidenza del FSN sul PIL scende al 6,11% nel 2027, per poi attestarsi sotto il 6% nel 2028-2029. Le Regioni devono così garantire i servizi con margini finanziari sempre più ristretti, scaricando sui cittadini una quota crescente del costo delle cure. Uno scenario ancora più preoccupante per un SSN sempre meno attrattivo per i professionisti sanitari, segnato da profonde diseguaglianze: nel 2025 i cittadini hanno speso di tasca propria oltre euro 42,4 miliardi per curarsi e 5,6 milioni di persone hanno rinunciato a visite ed esami".La Manovra, dunque, disattende sia le richieste del Ministro Schillaci, che aveva indicato la necessità di euro 5,5 miliardi aggiuntivi, sia quelle delle Regioni, che nella loro articolata proposta avevano chiesto euro 6,8 miliardi per il 2027, euro 5,5 miliardi nel 2028 e euro 5,7 miliardi a partire dal 2029. Una scelta distante anche dal richiamo del Presidente Mattarella, che ha definito il SSN «un campo di assoluta priorità», da preservare e sviluppare come strumento fondamentale per garantire il diritto costituzionale alla salute.In vista della discussione parlamentare sul DdL Bilancio 2027, la Fondazione GIMBE ha condotto un’analisi indipendente delle risorse assegnate alla sanità, basata sul testo bollinato dalla Ragioneria Generale dello Stato. L’analisi distingue le nuove risorse da quelle già previste e ricostruisce il finanziamento anno per anno, confrontandolo con il PIL e con le previsioni di spesa sanitaria.FONDO SANITARIO NAZIONALE La Manovra 2027 stanzia complessivamente euro 7,1 miliardi nel triennio: euro 2,37 miliardi nel 2027, euro 2,35 miliardi nel 2028 e euro 2,4 miliardi nel 2029 . Considerando anche le risorse già previste dalle precedenti Leggi di Bilancio, il FSN raggiungerà 146,3 miliardi di euro nel 2027, 147,1 miliardi nel 2028 e 148,2 miliardi nel 2029. Nel 2027 il FSN aumenterà complessivamente di 3,37 miliardi di euro (+2,36%) rispetto al 2026: circa euro 1 miliardo era già previsto dalle precedenti Leggi di Bilancio, mentre euro 2,37 miliardi sono aggiunti dalla Manovra 2027. "Nel documento celebrativo dei quattro anni di Governo – commenta il Presidente – la Presidente Meloni ha rivendicato l’aumento delle risorse destinate alla sanità. Ma il numero dei miliardi, da solo, non racconta tutta la realtà: dopo quattro anni, e ormai alla fine della legislatura, il rilancio del SSN non è mai diventato una vera priorità politica. Gli stanziamenti previsti per il triennio 2027-2029 confermano che il Governo non intende colmare il crescente divario tra i finanziamenti disponibili e quelli necessari per garantire le cure ai cittadini». Negli anni successivi la crescita del FSN si riduce a euro 859 milioni (+0,59%) nel 2028 e euro 1,1 miliardi (+0,75%) nel 2029. Parallelamente, si riduce il peso del finanziamento pubblico rispetto alla ricchezza prodotta dal Paese: il rapporto FSN/PIL passa dal 6,14% del 2026 al 6,11% nel 2027, per poi scendere sotto il 6%: 5,98% nel 2028 e 5,87% nel 2029 (figura 2). "In sintesi – spiega Cartabellotta – il FSN continua ad aumentare, raggiungendo nel 2027 il “valore più alto di sempre”. Ma dietro gli annunci di questo “nuovo record” si nasconde una realtà ben diversa: la quota di ricchezza del Paese destinata alla sanità torna a diminuire, fino a toccare nel 2029 il valore più basso di sempre"FINANZIAMENTO ASSEGNATO VS PREVISIONI DI SPESA Si amplia ulteriormente il divario tra il FSN assegnato dalla Manovra e le previsioni di spesa sanitaria contenute nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP) 2026. In rapporto al PIL, la spesa sanitaria prevista si attesta al 6,3% per tutto il triennio 2027-2029 (figura 4). In valori assoluti, il gap tra spesa prevista e FSN raggiunge euro 5,4 miliardi nel 2027, euro 8,5 miliardi nel 2028 e euro 11,8 miliardi nel 2029 . "Il crescente divario tra previsioni di spesa e FSN – puntualizza Cartabellotta – non è una semplice differenza contabile: si traduce in una pressione sempre maggiore sui bilanci regionali. Se lo Stato, cui spetta definire e finanziare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), non mette a disposizione risorse adeguate, per mantenere i conti in ordine le Regioni devono aumentare le imposte oppure ridurre servizi e prestazioni. In entrambi i casi, il prezzo lo pagano comunque i cittadini".22,7 MILIARDI DI “TAGLI INVISIBILI” Al Governo Meloni va riconosciuto l’incremento del FSN di euro 20,9 miliardi nel 2027 rispetto al 2022. Tuttavia, a questo aumento si accompagna la progressiva riduzione del rapporto FSN/PIL, che scende dal 6,27% del 2022 a valori intorno al 6-6,1% negli anni successivi . Se tale rapporto fosse rimasto costante al livello del 2022, il SSN dal 2023 al 2027 avrebbe potuto disporre di circa euro 22,7 miliardi in più. Il Ministro Schillaci ha contestato in Parlamento il concetto di “tagli invisibili”, sostenendo che non si tratta di risorse sottratte alla sanità o ai cittadini, ma della differenza rispetto a un parametro teorico che mantiene costante al livello del 2022 il rapporto tra FSN e PIL. «È esattamente questo – replica Cartabellotta – il significato delle nostre analisi. Non abbiamo mai parlato di tagli nominali, ma di “tagli invisibili” che non compaiono certo nella contabilità dello Stato. I loro effetti si manifestano nei bilanci delle Regioni, nelle tasche dei cittadini e nelle crescenti difficoltà di accesso ai servizi, indebolendo la capacità del SSN di rispondere ai bisogni di salute. Il FSN cresce in miliardi, ma perde peso rispetto alla ricchezza del Paese: un meccanismo con cui tutti i Governi hanno perpetrato il definanziamento silenzioso del SSN, ovvero i “tagli invisibili”».REGIONI SEMPRE PIÙ IN ROSSO Secondo quanto documentato dalla Corte dei conti lo scorso 12 ottobre, nel 2025 le Regioni hanno accumulato un disavanzo, prima delle coperture, di circa euro 2,3 miliardi, in aumento di euro 795,2 milioni (+51,8%) rispetto all’anno precedente. "Conti sempre più in rosso – chiosa il Presidente – sono il segnale di un sottofinanziamento strutturale con risorse insufficienti a coprire i costi dei servizi e a garantire i LEA. Una situazione che non può essere liquidata come semplice “cattiva amministrazione”, considerato che le difficoltà finanziarie riguardano quasi tutte le Regioni. A pesare sui bilanci sono anche l’inflazione che, secondo le stime preliminari ISTAT, a ottobre 2026 ha raggiunto il 5,4% su base annua, l’aumento dei costi di farmaci e tecnologie e i crescenti bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana e affetta da malattie croniche".
Fonte: Teleborsa