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Economia
1 ore fa
Ex Ilva, sindacati convocati a Palazzo Chigi il 5 marzo
(Teleborsa) - Le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 24 ore di sciopero a partire dalla giornata di oggi per i lavoratori diretti e dell'appalto ex Ilva in seguito all'incidente costato la vita all'operaio Loris Costantino, dipendente della ditta di pulizie Gea Power, morto dopo essere caduto da un piano di calpestio nel reparto Agglomerato dello siderurgico di Taranto, da un'altezza di una decina di metri. Lo scorso 12 gennaio, in un incidente simile, morì l'operaio 46enne operaio Claudio Salamida. Le organizzazioni sindacali "esprimono il loro profondo cordoglio" per la tragica scomparsa del lavoratore. "La perdita di vite umane sul fronte occupazionale - affermano - rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni". Le sigle metalmeccaniche ritengono "inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo il superamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione"."Gli infortuni mortali di Claudio Salamida e di Loris Costantino - concludono - si dovevano evitare. La sicurezza nei luoghi di lavoro deve essere una priorità assoluta. La convocazione odierna a Palazzo Chigi deve servire a tutelare la vita e la salute dei lavoratori prima di tutto e a risolvere la vertenza. Chiediamo alle Istituzioni di intervenire con fermezza e responsabilità, la tutela della vita delle lavoratrici e dei lavoratori resta il nostro impegno fondamentale".Intanto, questa mattina, è arrivata la convocazione a Palazzo Chigi sul futuro dell'ex Ilva di Taranto. I sindacati saranno a Roma il 5 marzo. Fim, Fiom, Uilm e Usb avevano più volte sollecitato la convocazione a Palazzo Chigi e proprio in mancanza di una risposta del governo si erano autoconvocati a Palazzo per il 9 marzo, per aprire la discussione col premier Meloni sul futuro "della più grande azienda siderurgica italiana e sul destino di 20mila persone".
Fonte: Teleborsa