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Economia
2 ore fa

Auto, immatricolazioni dicembre in aumento del 2,2% con coda incentivi

(Teleborsa) - Il mese di dicembre chiude con 108.075 auto immatricolate in Italia, in aumento del 2,22% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, "grazie anche alla coda degli incentivi sull’elettrico". Il dato porta il complessivo dell'anno a 1.525.722 unità, in calo del 2,12% rispetto al 2024. Un dato sostanzialmente in linea con le previsioni formulate dalle associazioni di settore come UNRAE ed ANFIA.E' quanto emerge dal consueto rapporto mensile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), secondo cui i trasferimenti di proprietà di auto usate sono stati 489.142, in aumento del 3,62% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il totale dell'anno si attesta a 5.703.282 unità (+4,05% sul 2024).Il volume globale delle vendite mensili, pari a 597.217, ha pertanto interessato per il 18,10% vetture nuove e per l’81,90% vetture usate. La Top Ten del mese di dicembre vede in testa la Fiat Panda con 7,445 auto immatricolate. Ad una certa distanza la Dacia Sandero, la Toyota Yaris e Jeep Aveger con meno di 3mila veicoli immatricolati. Seguono T-ROC, Aygo, T03 con almeno 2mila unità, mentre sono in coda Clio, Tguan e C3. La quota di mercato di Fiat a dicembre è salita all'8,56%, rispetto il 5,86% registrato nello stesso mese del 2024. Nell'intero 2025 la quota di mercato si attesta al 9,43% rispetto al 9,23% del 2024.  "Con il 2025 – anno complicato anche dal punto di vista del contesto macroeconomico – chiudiamo una pagina negativa per il mercato e, guardando al 2026 appena iniziato, pur di fronte a prospettive non proprio rosee, possiamo affermare che si tratterà di un anno chiave per il futuro del settore", sottolinea ANFIA, citando la ripresa della produzione in Italia e la revisione del regolamento europeo sulle emissioni di CO2. Analizzando il mercato per tipologia di alimentazione, si segnala che le autovetture a benzina vedono il mercato di dicembre in calo del 30,0%, con una quota di mercato del 19,4%, per la prima volta sotto il 20%; allo stesso modo, le diesel calano del 28,0%, conuna quota del 9,2%. Nell’intero 2025, le immatricolazioni di auto a benzina diminuiscono del 18,2% e quelle delle auto diesel calano del 31,5%, rispettivamente con quote di mercato del 24,4% e del 9,7%. Le autovetture a gas rappresentano l'8,5% dell’immatricolato di dicembre, interamente composto da autovetture GPL (in calo del 4,4% nel mese). A gennaio-dicembre 2025, le immatricolate a gas (considerando anche le auto a metano, che quest’anno sono scomparse dal mercato) calano del 4,2%. Nel totale annuo del 2025, lealimentate a gas costituiscono il 9,2% del mercato.La quota di mercato delle vetture elettriche "pure" invece ha raggiunto l’11% del totale con 12.078 unità immatricolate, un raddoppio rispetto al 5,4% di dicembre 2024, ma in calo rispetto al 12,2% di novembre. I veicoli ibridi plug-in (PHEV) a dicembre raggiungono una quota del 9,3%, in aumento rispetto al 3,4% dello stesso mese del 2024 e al 7,2% di novembre 2025. La quota complessiva delle vetture ricaricabili raggiunge quindi il 20,3% a dicembre, ma nei 12 mesi  si ferma al 12,7%, ben lontana dalla media degli altri Paesi europei, suddiviso in parti quasi uguali fra BEV (6,2%) e PHEV (6,5%).Dati che l'UNRAE commenta con un certo rammarico, parlando di "un altro anno perso per la transizione energetica". Commentando il Pacchetto auto europeo, l'associazione sottolinea che "l’Italia deve fare la sua parte", incentivando "una fiscalità delle auto aziendali allineata alle best practice europee". Secondo le analisi condotte dall’Associazione, attraverso limitati aggiustamenti ai parametri fiscali relativi alla deducibilità delle auto aziendali, sarebbe infatti sufficiente un impegno a carico dell’erario di soli 85 milioni di euro (al netto dell’extragettito) per incentivare oltre 100.000 autovetture green nella fascia 0-60 g/km. La Delega Fiscale, recentemente prorogata al 31 dicembre 2026, rappresenta un’occasione imperdibile per intervenire in tal senso. Per Massimo Artusi, presidente Federauto; "il risultato di quest'anno conferma l’inefficacia di una politica di incentivazione discontinua e confusa, ma soprattutto di un quadro normativo europeo che continua ad essere ideologizzato e che ha creato sconcerto sul mercato - soprattutto nella parte di privati e società - che ha mostrato di non gradire l'auto elettrica se non con il sostegno di un massiccio contributo pubblico, impossibile da sostenere sul lungo periodo".
Fonte: Teleborsa