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Economia
46 minuti fa

Industria manifatturiera italiana: fatturato si conferma su livelli elevati

(Teleborsa) - Il fatturato dell’industria manifatturiera italiana si conferma su livelli elevati, con una crescita tendenziale del 2.3% nei primi 4 mesi dell’anno, a valori correnti. Il dato è condizionato da un nuovo aumento dei prezzi alla produzione (+1.4% nei primi 5 mesi dell’anno). Le spinte inflative derivano dai maggiori costi sostenuti dalle imprese, soprattutto dai produttori di beni intermedi, in un contesto di tensioni su scala globale.  E' quanto emerge dall’aggiornamento estivo dell'analisi sui settori manifatturieri italiani di Prometeia e Intesa Sanpaolo.   Il giro d’affari resta comunque in crescita al netto dell’effetto prezzi: +1.1% il fatturato deflazionato nei primi 4 mesi del 2026. Anche i dati di produzione mostrano finora una tenuta del ciclo industriale italiano, nonostante le discontinuità negli approvvigionamenti: +1.4% la variazione tendenziale del trimestre marzo- maggio corretta per gli effetti di calendario (+0.8% nei primi 5 mesi), un dato allineato a quello della Francia e nettamente migliore rispetto alla contrazione registrata in Germania (-3.4%), che pesa sulle filiere italiane più integrate con la manifattura tedesca.A sostegno dell’attività produttiva si segnalano l'accumulo precauzionale di scorte lungo le filiere e la ripresa degli investimenti in macchinari sul mercato interno (+5.5% la crescita tendenziale del primo trimestre 2026), favorita da diversi fattori: incentivi, coda del PNRR e doppia transizione, come conferma anche il dinamismo degli investimenti in software e tecnologie digitali. Più fragili i  consumi, soprattutto di beni voluttuari.Il canale estero è stato più vivace delle attese. Nonostante la complessità del contesto internazionale, l’apprezzamento dell’euro e la forte pressione competitiva cinese, l’export di beni manufatti è cresciuto del 3.1% nei primi 4 mesi del 2026, a valori correnti (+2.2% a prezzi costanti), grazie alla Farmaceutica, ai settori legati alla transizione e al contributo eccezionale delle vendite di oro. Gli Stati Uniti mostrano una capacità di tenuta significativa a un anno dall'inasprimento dei dazi, superando la Germania quale principale destinazione del nostro export manifatturiero.In questo contesto, a fare da traino sono stati soprattutto i produttori di beni di investimento (Meccanica +5.1% il fatturato deflazionato nei primi 4 mesi 2026, Elettrotecnica +7.7%, Elettronica +4.5%) e la Metallurgia (+4.2%), cui si aggiunge il rimbalzo dai livelli minimi degli Autoveicoli e moto (+4.3%). Restano in affanno i produttori di beni di consumo, con l’eccezione della Farmaceutica (+4.4%).Quanto alle  indagini sul clima di fiducia delle imprese manifatturiere fanno emergere segnali contrastanti. A fronte di una modesta risalita dell’indice complessivo in giugno, guidata dai produttori di beni strumentali, si segnala il peggioramento dei giudizi sugli ordini. A livello settoriale, il quadro delle attese sulla produzione resta a luci e ombre, condizionato dall’elevata incertezza che caratterizza lo scenario globale.I timori maggiori riguardano l'evoluzione dei prezzi, ovvero la trasmissione dei rincari (energetici e non) lungo le filiere, in un contesto di domanda già fragile, che potrebbe erodere i margini delle imprese e indebolire ulteriormente consumi e investimenti.
Fonte: Teleborsa