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2 ore fa
Istat: matrimoni ancora in calo (anche separazioni e divorzi)
(Teleborsa) - Nel 2024 sono stati celebrati in Italia 173.272 matrimoni, il 5,9% in meno rispetto al 2023. Lo rende noto l'Istat spiegando che i matrimoni religiosi presentano un calo consistente rispetto all’anno precedente (-11,4%), accentuando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo. Sono state celebrate 29.309 nozze con almeno uno sposo straniero (il 16,9% del totale dei matrimoni), con un decremento dell’1,4% rispetto al 2023. Nei primi nove mesi del 2025 i dati provvisori indicano una nuova diminuzione dei matrimoni (-5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2024.Nel 2024 i matrimoni sono stati 173.272, in diminuzione rispetto all’anno precedente (-5,9%). Su base territoriale il calo più consistente si osserva nel Mezzogiorno (-8,3%), quindi nel Centro (-5,0%) mentre nel Nord si ha una flessione meno accentuata (-4,3%).I dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 mettono in luce un’ulteriore diminuzione (-5,9%), a conferma di un ridimensionamento della nuzialità che non ha conosciuto soste negli ultimi quarant’anni, al netto degli anni in cui il numero di matrimoni ha mostrato un andamento in controtendenza per cause di natura congiunturale. Nel 2020 si è assistito a un dimezzamento del numero dei matrimoni per effetto della pandemia da Covid-19 (e delle sue misure di contenimento) che ha visto molte coppie posticipare le nozze, in parte celebrate nel successivo biennio 2021-2022.Nel 2024 i primi matrimoni sono stati 130.488, in calo del 6,7% sul 2023. Di conseguenza, prosegue la discesa della quota dei primi matrimoni rispetto al totale delle celebrazioni che ha toccato il 75,3% nel 2024, in netta diminuzione anche rispetto al 79,4% del 2019.A influenzare il calo delle nozze è, in primo luogo, la riduzione della consistenza numerica delle generazioni più giovani, da attribuire alla denatalità persistente. Nello stesso periodo di riferimento, il 61,3% dei matrimoni è stato celebrato con rito civile, in continuità con il valore dell’anno precedente (58,9%) e in linea con l’aumento tendenziale osservato nel periodo pre-pandemico (52,6% nel 2019). La quota particolarmente elevata di matrimoni civili osservata nel 2020 (71,1%) ha costituito un’eccezione, determinata dalle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria che hanno colpito soprattutto le celebrazioni con rito religioso.Il rito civile è chiaramente più diffuso nelle seconde nozze (95,1%), essendo spesso una scelta obbligata , e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero (91,8% contro il 55,1% nei matrimoni di sposi entrambi italiani).L’aumento dell’instabilità coniugale contribuisce alla diffusione delle seconde nozze e delle famiglie composte da almeno una persona che abbia vissuto una precedente esperienza matrimoniale. Al tendenziale aumento di questa tipologia di matrimoni, registrato soprattutto nel biennio 2015-2016 come conseguenza dell’introduzione nel 2015 del “divorzio breve”, ha fatto seguito una progressiva stabilizzazione che si è protratta fino al 2019, un calo più contenuto rispetto alle altre tipologie nel 2020 e successivamente una crescita culminata nel 2023 (44.320).Nel 2024, invece, si sono celebrate solamente 42.784 seconde (o successive) nozze, con un calo del 3,5% che raggiunge il 4,5% considerando sposi che abbiano entrambi un matrimonio precedente alle spalle.
Fonte: Teleborsa