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Economia
53 minuti fa
Lavoro, Istat: retribuzioni contrattuali +2,4% nel primo semestre
(Teleborsa) - Secondo i dati Istat su contratti collettivi e retribuzioni contrattuali, a fine giugno 2026 i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica sono 50 e riguardano il 69,9% dei dipendenti (circa 9,1 milioni), con una copertura che sale all'89,3% nel settore privato ma è pari a zero nella pubblica amministrazione, dove tutti i contratti risultano scaduti. Nel secondo trimestre sono stati recepiti 6 nuovi contratti (1 in agricoltura, 1 nell'industria, 4 nei servizi privati).I contratti in attesa di rinnovo sono 25, per circa 3,9 milioni di dipendenti, di cui 2,8 milioni nella pubblica amministrazione. Tra giugno 2025 e giugno 2026 il tempo medio di attesa per il rinnovo è sceso da 24,9 a 17,9 mesi complessivamente, con un lieve aumento nel settore privato (da 15,6 a 17,7 mesi) ma una decisa riduzione nella pubblica amministrazione (da 34,4 a 18 mesi), grazie ai rinnovi del triennio 2022-2024.La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-giugno 2026 è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. L'indice delle retribuzioni contrattuali orarie a giugno segna +0,5% congiunturale e +2,4% tendenziale, con il settore privato al 2,4% (agricoltura +3,2%, industria +2,7%, servizi privati +2,2%) e la pubblica amministrazione al 2,3%. Gli aumenti tendenziali più elevati si registrano in igiene ambientale (+5,7%), gas e acqua e chimiche (entrambi +5,2%), mentre l'incremento è nullo per le farmacie private.Istat ha evidenziato che nel secondo trimestre la crescita tendenziale media delle retribuzioni per il settore privato è del 2,3%, in lieve rallentamento rispetto al trimestre precedente, mentre nella pubblica amministrazione si osserva una dinamica leggermente più favorevole (+2,7%) grazie ai rinnovi 2022-2024. Il dato più rilevante riguarda però l'inversione di tendenza: dopo dieci trimestri consecutivi in cui la crescita delle retribuzioni aveva superato quella dell'inflazione, nel secondo trimestre 2026 tale primato si interrompe.Alla fine di giugno 2026 nel settore privato la quota di dipendenti con il contratto scaduto è scesa a poco più di uno su dieci.
Fonte: Teleborsa