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1 ore fa

Morgan Stanley, TP alluminio a 3.700 dollari: pesa il taglio della produzione in Medio Oriente

(Teleborsa) - Morgan Stanley mantiene una visione positiva sulle quotazioni dell'alluminio, prevedendo un ulteriore rialzo a causa delle crescenti interruzioni produttive in Medio Oriente. Secondo un rapporto della banca d'affari americacana, infatti, la chiusura delle fonderie regionali, innescata dalle persistenti difficoltà nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz, sta intensificando la pressione su un mercato globale già estremamente contratto.Il Medio Oriente, che copre il 9% della produzione globale di alluminio, sta attualmente affrontando lo spegnimento di impianti per una capacità di 564.000 tonnellate annue, pari allo 0,8% della capacità mondiale. Queste chiusure si sommano allo stop di una fonderia in Mozambico da 500.000 tonnellate avvenuto questo mese, aggravando il deficit di offerta. Il problema principale risiede nella vulnerabilità logistica della regione: sebbene il Medio Oriente sia un grande produttore di metallo, per le materie prime dipende dalle importazioni contribuendo solo per l'1,3% alla bauxite e per il 3% all'allumina globali. Con lo Stretto di Hormuz bloccato, la disponibilità di queste materie prime essenziali è diventata critica. Secondo i dati Platts, la società Alba del Bahrain dispone di scorte estremamente basse, mentre Emirates Global Aluminium ha un margine di autonomia di sole due o tre settimane.In questo scenario di scarsità, Morgan Stanley ha fissato un obiettivo di prezzo "bull case" di 3.700 dollari per tonnellata per l'anno fiscale 2026. Oltre alle tensioni mediorientali, la banca d'affari evidenzia come il tetto massimo imposto alla produzione cinese, la carenza di energia che rallenta l'espansione in Indonesia e le difficoltà strutturali nel far crescere la produzione altrove stiano sostenendo i prezzi. I segnali di tensione sono confermati dalla curva dei futures, entrata in una fase di ripida backwardation, e dalle scorte del London Metal Exchange (LME), scese ai minimi da maggio 2025. I premi regionali in Giappone, Europa e Stati Uniti continuano a salire, riflettendo un costo del metallo finito superiore al benchmark ufficiale.
Fonte: Teleborsa