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Economia
1 ore fa

Moda, asse Roma-Parigi: Urso incontra Arnault (LVMH)

(Teleborsa) - La cooperazione tra Roma e Parigi nel settore della moda e le iniziative per rafforzare la filiera produttiva che hanno fatto dell’Italia la fabbrica del lusso globale, con focus sulle misure necessarie per favorire la tracciabilità e la legalità in materia di lavoro e legislazione sociale lungo tutta la catena produttiva: questi i temi al centro dell’incontro che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avuto a Parigi con Bernard Arnault, CEO del Gruppo LVMH, Antonio Belloni, Presidente di LVMH Italia, e Frédéric Arnault, CEO di LVMH Watches e Loro Piana. All’incontro - riferisce il Mimit in una nota -  era presente anche l’Ambasciatrice d’Italia in Francia, Emanuela D’Alessandro.“Dobbiamo lavorare insieme per rafforzare la catena del valore in Italia, che è diventata la fabbrica del lusso mondiale, anche attraverso un patto di sistema tra Italia e Francia, consapevoli che siamo in presenza di un unico ecosistema industriale”. È quanto ha affermato il ministro Urso, evidenziando come anche nell’incontro con il ministro dell’Industria francese Sébastien Martin di giovedì scorso a Bruxelles “abbiamo individuato un percorso comune al fine di meglio tutelare il comparto anche in sede europea, come dimostra la nuova iniziativa doganale sui piccoli pacchi extra Ue”. “In questo contesto - ha proseguito il ministro - il contrasto a ogni forma di illegalità è fondamentale per garantire la reputazione del Made in Italy nel mondo”.Arnault, dal canto suo, ha ribadito la fiducia del Gruppo nel sistema produttivo italiano, definendolo particolarmente dinamico e attrattivo e nella centralità strategica dell’azienda che ha rafforzato la sua presenza produttiva sia con i marchi italiani che ha acquisito nel tempo, da Fendi a Bulgari a Loro Piana, sia con le maison francesi, quali Dior, Celine, Givenchy, Thélios e Louis Vuitton, che in buona parte producono anch’esse in Italia. LVMH, ha ricordato Arnault, impiega in Italia quasi ventimila addetti tra diretti e indiretti; il nostro Paese rappresenta inoltre quasi l’80% della supply chain del Gruppo che, negli ultimi cinque anni, ha investito in Italia circa 500 milioni di euro l’anno e intende continuare a farlo per aumentare l’occupazione e consolidare la filiera.
Fonte: Teleborsa