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47 minuti fa

Boujnah (Euronext): "Trump ci vuole deboli, Putin ancora di più: l'Europa deve consolidarsi"

(Teleborsa) - Stéphane Boujnah non usa mezzi termini quando parla dell'Italia: i mercati del Paese, dice, non sono mai stati così europei, e allo stesso tempo l'Europa non è mai stata così italiana, tra il trasferimento del data center vicino Bergamo, il clearing dell'intero gruppo a Roma e il regolamento titoli affidato a Milano. Il CEO di Euronext rivendica il raddoppio della capitalizzazione di mercato delle società quotate italiane dall'ingresso di Borsa Italiana nel gruppo, si dice fiducioso sulla ripartenza delle IPO e sul ritorno delle medie e grandi imprese in Borsa, e affronta senza reticenze anche i temi più delicati in questa intervista con Teleborsa: il rapporto con Cassa Depositi e Prestiti, chiarito nei tribunali di Amsterdam e Milano dopo una divergenza contrattuale, e la sua ricetta per l'Europa, che passa da un consolidamento deciso tra le infrastrutture finanziarie del continente, sul modello Airbus, per competere con Stati Uniti e Cina."I decisori politici sono partner naturali e fondamentali di qualsiasi piano di crescita; sono loro a creare le condizioni affinché la crescita si realizzi. In Italia, hanno offerto un sostegno prezioso per rendere i mercati finanziari estremamente competitivi", ha detto a margine della Conferenza Euronext Italia 2026 a Montecitorio, il primo appuntamento annuale del gruppo organizzato a Roma, in cui è stata presentata la ricerca "L'Italia delle 1000 quotate"."Noi, in quanto infrastruttura di mercato, agiamo come abilitatori, promotori e facilitatori - ha spiegato - Gli imprenditori rappresentano la vera ricchezza e il motore concreto della crescita, mentre i decisori politici cercano di favorire il collegamento tra imprenditori e risparmio. Siamo quindi molto lieti di essere qui. Abbiamo voluto organizzare a Roma la prima conferenza annuale di Euronext in Italia proprio perché desideriamo rivolgerci all'intero Paese, e non soltanto alla comunità finanziaria di Milano, che conosce già bene le iniziative di Euronext.Lo studio evidenzia la necessità che le aziende di medie e grandi dimensioni si quotino in Borsa, una tendenza che non si è osservata negli ultimi anni. Boujnah ritiene possibile invertire questa rotta: "Il numero di società quotate su Borsa Italiana è aumentato da quando la Borsa è entrata a far parte del gruppo Euronext. Si è registrata un'espansione e una crescita della capitalizzazione di mercato delle aziende quotate: dal momento dell'integrazione, il valore di mercato complessivo è quasi raddoppiato. È evidente, dunque, che possiamo contribuire a collegare meglio i mercati globali alle economie locali. Sono estremamente fiducioso: come abbiamo visto negli ultimi mesi, il mercato delle IPO è in forte espansione e sta ripartendo; avremo molte più aziende italiane quotate rispetto agli anni passati. Siamo davvero di fronte a un momento di svolta".Il mandato di Stéphane Boujnah, CEO del gruppo dal 2015, giungerà a scadenza nel corso del 2027, quando il manager ha già da tempo annunciato che non si ricandiderà per il rinnovo della carica. Guardando all'Italia, "ciò di cui vado più fiero è che i mercati italiani non sono mai stati così europei - ha detto il manager francese - È evidente che stiamo collegando gli investitori finanziari alla sostanza dell'economia italiana meglio che mai. I mercati italiani non sono mai stati così europei ma, d'altro canto, anche i mercati europei non sono mai stati così italiani. Da quando Borsa Italiana è entrata a far parte di Euronext, abbiamo trasferito il data center del gruppo da Basildon, vicino a Londra, a Ponte San Pietro, vicino a Bergamo. Abbiamo spostato la stanza di compensazione - le attività di clearing - da Parigi a Roma, in Via Tomacelli. Abbiamo trasferito una parte significativa delle attività di regolamento a Milano, presso l'ex piattaforma Monte Titoli, oggi Euronext Securities. Sono molto orgoglioso di aver incrementato notevolmente qui il numero di dipendenti, il volume d'affari, le attività e le infrastrutture, integrando al contempo sempre meglio i mercati italiani nel progetto europeo. Ne vado molto fiero"."Ciò che mi delude un po' è che a volte, in alcuni Paesi - e non solo in Italia -, si verifichino dei malintesi - ha proseguito - Sono deluso perché è difficile convincere tutti in Europa che è meglio avere successo insieme piuttosto che fallire separatamente, e far passare l'idea che solo la dimensione e l'integrazione fanno la differenza. Un'idea - che non è mia, bensì di Alcide De Gasperi, Romano Prodi, Mario Draghi, Altiero Spinelli e Mario Monti - secondo cui o abbiamo successo insieme o falliamo separatamente; l'idea che l'Italia, in quanto membro fondatore dell'Unione europea, debba accelerare il processo verso una sempre maggiore integrazione. Mi preoccupa solo un po' il fatto che, a volte, il ritmo di questa integrazione accelerata non sia condiviso da tutti, ma così vanno le cose".A una domanda sul rapporto con CDP, il maggiore azionista italiano di Euronext e appaiato all'omologa francese Caisse des Depots con circa l'8% ciascuna, ha risposto: "Abbiamo un ottimo rapporto con CDP. Sono stato al Senato e abbiamo avuto colloqui estremamente produttivi con i membri della Commissione Finanze. Posso confermare che il nostro rapporto con CDP è eccellente. CDP è uno dei due principali azionisti di Euronext. C'è stata una divergenza su una specifica interpretazione di una clausola contrattuale; tutto qui. CDP ha deciso di rivolgersi ai tribunali per chiarire questo malinteso, interpellando le corti di Amsterdam e Milano. Entrambi i tribunali hanno stabilito che l'interpretazione era chiara e la questione è ormai alle spalle. È vero, tuttavia, che cerchiamo di affrontare le preoccupazioni e le aspettative di CDP in modo corretto, poiché i loro obiettivi sono legittimi; vogliamo assicurarci che possano perseguirli, ma sempre nel rispetto del quadro giuridico definito dalle due sentenze. Abbiamo ottimi rapporti con Dario Scannapieco e con tutti i team. Sono veri e propri partner e rappresentano una delle ragioni del successo di questo progetto. Il successo di Borsa Italiana da quando è entrata a far parte di Euronext è frutto di uno sforzo congiunto che ha coinvolto il Consiglio di Amministrazione di Borsa Italiana, i team manageriali di Euronext e di Borsa Italiana e gli azionisti, tra cui CDP in prima linea".Boujnah ha più volte affermato di ritenere necessaria un'accelerazione del consolidamento a livello europeo, l'ultima volta settimana scorsa tornando a ripetere che un deal con Deutsche Boerse avrebbe senso, anche se non ci sono contatti attualmente tra le due parti. "Abbiamo bisogno di consolidamento ovunque - ha detto oggi - Ci servono dimensioni adeguate. Abbiamo bisogno di grandi organizzazioni europee - guidate, gestite e di proprietà di europei provenienti da tutta Europa - capaci di creare realtà competitive su scala globale nei confronti dei concorrenti statunitensi. Per riuscirci, dobbiamo accettare l'idea di avere successo insieme piuttosto che fallire separatamente. Il consolidamento è necessario in ogni settore dell'industria finanziaria. Chiunque prenda un aereo per più di cinque ore atterra in un luogo del pianeta dove la gente ci guarda in modo molto strano: apprezzano il fatto che 450 milioni di noi siano clienti e consumatori soddisfatti, ma non capiscono perché non trasformiamo questa ricchezza collettiva in potere reale, come abbiamo fatto con Airbus. Insieme, stiamo costruendo il concorrente di Boeing. Per creare un rivale di Boeing, abbiamo deciso di non costruire mai più un aereo commerciale da soli nei nostri rispettivi paesi, realizzando invece, insieme, un concorrente globale. Ed è proprio questo che vogliamo fare: creare organizzazioni che abbiano le dimensioni necessarie per competere con chi ci vorrebbe deboli. Trump ci vuole deboli, Putin ci vuole ancora più deboli e i cinesi ci vogliono solo come clienti e acquirenti, non come produttori. Ma non è questo il piano. L'Italia è un paese di ingegneri, costruttori e imprenditori. Il resto dell'Europa è un continente di ingegneri, costruttori e produttori. Per diventare e rimanere produttori e costruttori competitivi, dobbiamo crescere. E per crescere, dobbiamo consolidarci".
Fonte: Teleborsa