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2 ore fa

Venture capital: in Italia nel 2025 investiti 1,735 miliardi in 436 round

(Teleborsa) - Nel 2025 gli investimenti in startup e imprese innovative in Italia hanno raggiunto 1,735 miliardi di euro, distribuiti in 436 round d'investimento. L'anno appena concluso si colloca come il secondo migliore di sempre per ammontare investito, subito dopo il 2022 e, se si escludono i mega round, diventa il migliore di sempre. 10 round superiori a 25 milioni di euro (assenti nel primo semestre) si sono concentrati nella seconda metà dell'anno e hanno contribuito a incrementare in modo significativo il capitale complessivo raccolto. In particolare, il Q4-25 è stato il miglior trimestre in assoluto per ammontare investito con 901 milioni raccolti rispetto ai 316 del trimestre precedente. Sale anche il numero di round: 122 contro i 105 del Q3-25. Nel 2025 l'Italia ha visto il lancio di 9 nuovi fondi per un totale di 545 milioni raccolti, in calo sensibile sul 2024. Questo lo scenario delineato dall'Osservatorio trimestrale sul Venture Capital in Italia, realizzato da Growth Capital, la banca di investimento tech leader nell'ecosistema Venture Capital, in collaborazione con Italian Tech Alliance, l'associazione italiana del Venture Capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative. L'Osservatorio, giunto al quinto anno, monitora l'andamento trimestrale degli investimenti e i trend nell'ecosistema del Venture Capital in Italia.La presentazione dei numeri 2025 si è tenuta oggi presso Palazzo delle Stelline in occasione di un evento che ha visto la partecipazione dei principali rappresentati dell'ecosistema dell'innovazione italiana e nel corso del quale sono intervenuti Davide Turco e Francesco Cerruti, rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Italian Tech Alliance, Fabio Mondini de Focatiis e Giacomo Bider, rispettivamente Founding Partner e Senior Associate di Growth Capital, Paola Pozzi, Partner Sofinnova Partners - Telethon Strategy, David Bassani, Founding Partner Maia Ventures e Claudio De Luca, Founder & CEO Nanophoria.A livello europeo, nel 2025 sono stati chiusi 10.206 round di investimento, per una raccolta complessiva di 66 miliardi di euro, a conferma di una solida resilienza in termini di valore (+5% rispetto al 2024). Negli ultimi tre anni, sia l'ammontare complessivo investito sia il peso dei mega round, si sono mantenuti sostanzialmente stabili. Anche il numero di round nel 2025 risulta in linea con quello dell'anno precedente, registrando una lieve flessione del -4%. L'attività di exit è rimasta solida in termini di valore, sostenuta da alcune operazioni di grande rilievo e da IPO significative. Tuttavia, il numero di transazioni ha raggiunto i minimi storici, riducendo la liquidità complessiva del mercato del venture capital.La raccolta da parte dei fondi VC europei è scesa a un minimo storico, riflettendo dimensioni più contenute dei fondi, un numero inferiore di grandi closing, un ruolo crescente dei gestori emergenti e un significativo riequilibrio geografico, con la regione DACH che ha superato il Regno Unito come principale hub per capitale raccolto dai fondi.Il Regno Unito resta tuttavia il primo mercato europeo per ammontare investito, seppur abbia registrato quest'anno una crescita limitata. Anche la Francia ha vissuto un anno di relativa sotto-performance, solo in parte mitigata dalla forza del settore AI, mentre la Spagna ha mostrato segnali positivi, con investimenti sopra i 2 miliardi di euro per la prima volta dal 2022. Nel 2025 l'Italia, con 1,735 miliardi di euro raccolti in 436 round, si distingue per essere il Paese (con un mercato VC superiore al miliardo) che registra la più forte crescita annua dopo Finlandia, Irlanda, Spagna e Paesi Bassi. Dal 2020 ad oggi gli investimenti in VC in Italia sono triplicati per dimensione: si tratta del miglior risultato in termini di crescita tra gli ecosistemi europei. Considerando la segmentazione dei round per tipologia, nel 2025 in Italia, i Serie A sono rimasti stabili con 53 round, mentre i Serie B si sono limitati a 14 round. Il trend crescente dei Bridge round prosegue, mentre, in termini di ammontare investito, nel 2025 i round Seed stanno guadagnando peso a scapito dei round Series B+. Questo, unito al calo dei Series C+ rispetto al 2024, conferma che la fase late stage continua a rappresentare il principale collo di bottiglia nell'ecosistema del venture capital italiano. I round confidenziali hanno inciso in modo rilevante sia sul numero di transazioni sia sul capitale investito, mentre le operazioni di maggiore dimensione hanno spesso incluso componenti di debito e/o secondari.Ad eccezione della notevole acquisizione di Prima da parte di AXA, l'attività di M&A rimane limitata in termini di valore, fermandosi a sole 31 operazioni nel 2025. Nessuna IPO è stata registrata nel 2025, evidenziando la complessità dello scenario di exit in Italia.L'analisi per settori del 2025 vede in testa Smart City con 71 round, seguito da Software, Deep Tech e Life Sciences, rispettivamente con 62, 60 e 58 round. Quinta posizione per FinTech con 43 round. Osservando l'analisi storica degli ultimi 5 anni, si registra un'evoluzione graduale in diversi settori, con dinamiche differenziate di anno in anno piuttosto che pattern di crescita uniformi, con il settore Smart City che ha consolidato la propria posizione di leadership. Guardando invece all'ammontare raccolto, il 2025 vede sul podio il settore Software con 494 milioni, seguito da Life Sciences (417), Deep Tech (269). Guardando agli ultimi cinque anni, i settori che hanno registrato la crescita maggiore sono stati Life Sciences e Software, seguiti da DeepTech. Fintech e Smart City hanno registrato picchi annuali dovuti principalmente a mega round.Tra i top 5 deal del 2025, in testa troviamo Bending Spoons (234M Growth VC), seguito da AAvantgarde (122M Serie B), Exein (100M Serie C), NanoPhoria (83.5M Serie A), Exein (70M Series C).Nel 2025, l'Italia ha registrato un picco di 354 investitori attivi. La partecipazione internazionale ha raggiunto il 46%, in aumento rispetto al 24% del 2020, trainata principalmente da investitori provenienti dagli Stati Uniti e dal resto d'Europa. Anche quest'anno si conferma una forte correlazione tra la dimensione dei round e la capacità di attrarre capitali internazionali. Tutte le operazioni superiori ai 20 milioni di euro hanno infatti visto la partecipazione di almeno un investitore estero.Sul fronte del fundraising dei fondi, i 545 milioni di euro raccolti in 9 nuovi fondi segnano un rallentamento nel 2025 rispetto ai risultati record del 2024, ma continuano comunque a fornire un contributo significativo al livello attuale di dry powder dell'ecosistema. Nel corso del 2025 è emersa una maggiore attività di fondi verticali e di operatori VC alla loro prima esperienza.Durante l'evento è stato presentato anche l'aggiornamento del VC Index, realizzato da Growth Capital in collaborazione con Italian Tech Alliance. Si tratta di un indicatore su scala da 1 a 10 calcolato a cadenza semestrale e che fornisce un'indicazione sullo stadio di sviluppo dell'ecosistema VC in Italia e sul sentiment dei suoi attori.  Il VC Index ha raggiunto il massimo storico a dicembre 2025, sostenuto da una forte attività nel secondo semestre del 2025 e da una ripresa del sentiment tra gli operatori del settore dell'innovazione, che percepiscono un riequilibrio del potere nelle negoziazioni tra fondatori e investitori."Come previsto, il nodo delle exit resta il principale fattore critico per l'ecosistema VC italiano. L'Italia mostra segnali importanti: il 2025 ha superato il 2024 in termini sia di round che di ammontare investito e il Q4-25 è stato il trimestre con il più alto ammontare investito di sempre, trainato dal ritorno dei round maggiori di €25M. Anche la presenza di investitori internazionali si è irrobustita, arrivando a quota 46%. Restano però evidenti i limiti nel late stage dove, nonostante una media di 50 Serie A all'anno, i Serie B rimangono pochi ed i Serie C+ sono diminuiti. Si nota inoltre il ritardo strutturale sull'AI rispetto all'Europa e, ancor più, agli USA. La vera sfida per l'Italia sarà convertire la pipeline early stage in un flusso più consistente di late stage ed exit" commenta Fabio Mondini de Focatiis, Founding Partner di Growth Capital."Il 2025 è stato un anno di positivo consolidamento per l'ecosistema italiano dell'innovazione. I dati evidenziano una crescita, sostenuta in particolare dall'ottima performance del quarto trimestre, per quanto resti ancora pressante la necessità di colmare la distanza dai mercati più avanzati – afferma Davide Turco, Presidente di Italian Tech Alliance –. Un'altra nota positiva viene dal numero crescente di storie di successo in termini di fundraising, che testimoniano la qualità dei founders e ricercatori italiani, rappresentando una vetrina credibile per gli investitori internazionali. Sul fronte della policy registriamo luci ed ombre. Gli interventi normativi messi...
Fonte: Teleborsa