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38 minuti fa
Idroelettrico, Mazzoncini (A2A): "Servono 15 miliardi e bisogna fare presto sulle concessioni"
(Teleborsa) - Al settore idroelettrico italiano "servono circa 15 miliardi di euro di investimento. Noi di A2A abbiamo 2 GW di capacita' su 21 italiani, un 10%: abbiamo a budget oltre 1 miliardi di investimenti". Lo ha sottolineato l'amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, a margine della presentazione del Progetto Teti a Valdidentro (Sondrio) e del Bilancio di Sostenibilità del 2025 di Valtellina e Valchiavenna."L'anno scorso abbiamo investito 15 milioni solo qui in Valtellina, diciamo che nel momento in cui c'è il rinnovo delle concessioni si cambia l'ordine di grandezza", ha aggiunto il top manager, evidenziando che "è ovvio che alcuni investimenti li stiamo continuando a fare per tenere in ordine questi impianti". L'obiettivo è fare in modo "che questa straordinaria eredità costruita dai nostri nonni tra gli anni 20 e i 60 continui a produrre energia per i prossimi 50 anni"."Per le concessioni idroelettriche, il 2029 è troppo tardi", per cui "occorre fare presto con la cosiddetta quarta via". "Se aspettiamo la scadenza di tutte le concessioni nel 2029, che poi vengono assegnate con gara, gli investimenti non partiranno prima del 2031 e 2032, che e' molto in la'", ha messo in guardia Mazzoncini.Gli interventi "vanno fatti assolutamente perché la morfologia delle montagne è cambiata, gli impianti erano progettati su una configurazione dei ghiacciai che non esiste giù. Inoltre, i sedimenti vanno rimossi e bisogna sostituire parti idrauliche e meccaniche". A questo proposito, l'evento ha incluso la dimostrazione del nuovo robot subacqueo Teti, progettato per rimuovere i sedimenti nei bacini idroelettrici senza svuotarli.Infine, secondo l'amministratore delegato "c'è un dialogo necessario con l'Europa: nell'ambito del Pnrr era stato inserito" solo in Italia "l'obbligo di mandare a gara i nostri impianti. Nessun paese d'Europa lo sta facendo, la Francia in ultimo ha adottato un meccanismo di autorizzazione e proroga agli attuali gestori, molto simile alla nostra quarta via, che prevede una negoziazione con gli attuali gestori, con l'intervento di Arera per garantire che la remunerazione sia corretta, e una parte dell'energia rilasciata ai settori energivori". Uno schema "che potrebbe funzionare, ma occorre perfezionarlo a livello nazionale e negoziarlo con l'Europa", poiché "la finalità di tutto il Pnrr era accelerare gli investimenti e la nostra convinzione è che questa quarta via sia completamente coerente con le finalità del piano".
Fonte: Teleborsa