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1 ore fa

S&P Global: economia mondiale in bilico tra shock di Hormuz e boom degli investimenti AI

(Teleborsa) - Il Global Economic Outlook Q3 2026 di S&P Global Ratings ha evidenziato come l'economia globale sia "contemporaneamente colpita dalla guerra in Medio Oriente e sostenuta dagli investimenti legati all'adozione dell'intelligenza artificiale". Lo shock di offerta derivante dal conflitto "sta alimentando le aspettative di inflazione, portando a un rinnovato orientamento al rialzo dei tassi di riferimento nella maggior parte delle banche centrali". Il memorandum d'intesa USA-Iran è descritto come "un potenziale cambio di gioco. Pur essendo solo il primo passo sulla strada verso una risoluzione completa, i mercati hanno reagito favorevolmente e i prezzi dell'energia sono scesi". S&P ha precisato tuttavia di non aver aggiornato le proprie assunzioni sui prezzi energetici dopo la firma: "Nonostante alcuni picchi iniziali, i prezzi di petrolio e gas non sono saliti quanto temuto". Questo riflette, tra gli altri fattori, "i prelievi dalle scorte, inclusi maggiori esportazioni USA e minori importazioni cinesi" e "il reindirizzamento dell'energia, in particolare tramite l'oleodotto saudita East-West".Sul fronte macro, il primo trimestre ha mostrato dati generalmente favorevoli: gli USA sono cresciuti dell'1,6%, mentre "la nostra misura preferita di attività, la spesa privata domestica reale, continua a crescere a un ritmo stabile di circa il 2,4%". A bilanciare l'impatto negativo dello shock energetico contribuisce il boom dell'AI: secondo S&P, "gli investimenti in AI, definiti in senso ampio, hanno contribuito per metà alla crescita della spesa del settore privato USA nel 2025", un trend che prosegue nel 2026.L'inflazione "sta aumentando e si sta allargando, man mano che i prezzi più alti dell'energia si trasferiscono ai consumatori finali". L'indice CPI ha raggiunto "il 4,2% negli Stati Uniti, il 3,2% nell'eurozona e il 4,8% come mediana dei mercati emergenti che copriamo, in aumento di 1,5 punti percentuali quest'anno". Sulla politica monetaria, il report osserva che "le banche centrali si stanno orientando verso l'alto, ed è iniziato un mini-ciclo di rialzo dei tassi": la BCE ha alzato i tassi di 25 punti base a giugno, mentre "i dot plot di giugno della Federal Reserve mostrano che ora anche questa è orientata verso l'alto".Sui rischi, S&P segnala che "ora propendono verso l'alto" rispetto allo scenario di base, includendo "un ritmo più rapido di normalizzazione di Hormuz" e "una crescita della produttività più elevata grazie all'AI". Il report si chiude con un avvertimento di fondo: "Il mondo dell'energia non tornerà ai livelli pre-bellici", poiché "ora che il mondo sa che lo stretto può essere effettivamente bloccato, si cercheranno rotte alternative" e "i flussi di approvvigionamento del Golfo meno certi" renderanno necessarie "maggiori scorte fisiche". Una dinamica che, conclude S&P, rappresenta "un altro chiodo nella bara della globalizzazione".
Fonte: Teleborsa