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1 ore fa

Fineco sale in Borsa con focus su nuovo piano e lancio della piattaforma europea

(Teleborsa) - Seduta positiva a Piazza Affari per Fineco, banca fintech che fa parte del FTSE MIB, dopo risultati del quarto trimestre 2025 sopra le attese degli analisti e commenti positivi sul 2026.La presentazione di un nuovo piano industriale, il primo nella storia di Fineco, il 4 marzo 2026 rappresenta un catalyst da tenere d'occhio per il titolo, a nostro avviso. Secondo gli analisti di Barclays, il piano industriale si concentrerà su driver di crescita organica e il modello di Fineco è destinato a beneficiare dei trend strutturali di lungo termine nel settore dell'asset gathering. Barclays prevede un CAGR EPS dell'8% nell'orizzonte temporale del piano industriale (2026/2029), ma, considerando l'espansione estera e le nuove iniziative, Fineco potrebbe fare di meglio."Nel nostro piano prevediamo che a fine 2026 o a inizio 2027 lanceremo una piattaforma paneuropea, che avrà come le principali regioni ossia Germania, Francia e Spagna", ha dichiarato l'AD Alessandro Foti in conferenza stampa, spiegando che "la nostra offerta all'inizio sarà puramente digitale. Offriremo tutta la piattaforma di investimenti, gli ETF e il brokerage, ma non proporremo i fondi comuni. Inizialmente, non saranno create reti di consulenti e la società farà leva sulla piattaforma operativa, sulla quale, ha sottolineato Foti, "siamo molto efficienti".Durante la call con gli analisti, il management si è concentrato su: 1) Andamento dei depositi a gennaio: questi sono stati influenzati dalla stagionalità (-268 milioni di euro), ma il management prevede una crescita dei depositi anche su base annua nel 2026. 2) Potenzialedel brokerage: l'intermediazione continua a crescere, poiché un numero sempre maggiore di clienti adotta il modello di piattaforma e anche il numero di clienti aumenta. 3) Potenziale dell'intelligenza artificiale: l'intelligenza artificiale è un fattore rivoluzionario nel settore, secondo il management, e il piano industriale conterrà una panoramica completa di ciò che Fineco farà in quest'area, posizionandosi come un'azienda vincente nell'intelligenza artificiale, grazie alla sua struttura tecnologica e alla qualità dei suoi dati.Fineco ha registrato afflussi totali in TFA per 13,4 miliardi di euro nel 2025, di cui il 41% in AUM secondo la definizione di Fineco. Oggi la società ha pubblicato anche i dati relativi alla raccolta totale di gennaio 2026, che hanno raggiunto 1,07 miliardi di euro (+20,9% anno su anno), grazie all'acquisizione di nuovi clienti (a 22.000, +17,2% anno su anno, un nuovo massimo storico mensile). Il mix di asset prevede afflussi in AUM a 262 milioni di euro (rispetto ai 225 milioni di euro di gennaio 2025), afflussi in AUC a 1,08 miliardi di euro e deflussi dai depositi a -268 milioni di euro. L'accelerazione dell'attività dei clienti sulla piattaforma ha portato i ricavi da intermediazione stimati a circa 22 milioni di euro, in aumento del 7% rispetto a gennaio 2025.Foti, nel corso della conferenza stampa, ha sottolineato a più riprese che Fineco è diventato il principale operatore italiano di ETF, catalizzando il 70% dell'attivita sul retail. "Gli ETF registrano un trend fortissimo, che sta rivoluzionando la struttura dei mercati, non solo in Italia ma anche all'estero dove la crescita è mostruosa", ma per trattarli serve però una straordinaria efficienza. Ecco perchè "l'industria tradizionale bancaria li vede con sospetto. Del resto se il trend non è approcciato nel modo corretto, è diluitivo per i margini". Secondo l'AD, per essere nella condizione di agire sugli ETF in modo profittevole, è "necessario disporre di una piattaforma efficiente e di un approccio moderno al risparmio gestito, in linea con il futuro dove la consulenza evoluta prevale sull'inducement".Quando gli è stato chiesto delle recenti notizie sulle uscite dei banker di Mediobanca, Foti ha ricordato che "storicamente Fineco non ha mai fatto troppa leva sulle reti altrui, vantando una crescita che per il 90% è organica, ossia fatta da consulenti che sono con noi da tempo. Solamente il 10% della crescita è alimentata da consulenti entrati nei precedenti 24 mesi". Foti ha anche detto: "Non abbiamo bisogno di reclutare consulenti per crescere. Detto ciò siamo interessati ad allargare la nostra base e quindi osserviamo quanto avviene", ma "non vogliamo entrare in situazioni che prevedono un contesto irrazionale, come ad esempio pagare cifre insensate per portare a bordo un nuovo consulente. Non è il nostro business, anche perchè riteniamo che nel lungo periodo il conto lo paghi sempre il cliente".
Fonte: Teleborsa