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1 ore fa
EGLA, Intesa riprende copertura con Neutral e vede 2026 difficile con stessi fattori avversi
(Teleborsa) - Intesa Sanpaolo ha ripreso la copertura del titolo EuroGroup Laminations (EGLA), società quotata su Euronext Milan e attiva nella progettazione e nella produzione di statori e rotori per motori e generatori elettrici, con una raccomandazione "Neutral" e un target price di 1,27 euro per azione (upside potenziale del 6%). A maggior 2025, prima di sospendere il rating per l'OPA (saltata il mese scorso con crollo del titolo), il TP era a quota 3,2 euro per azione.Gli analisti ricordano che, durante la conference call successiva al fallimento dell'accordo tra EMS (azionista di EGLA con una partecipazione del 45,7% e il 72,2% dei diritti di voto) e il fondo di private equity cinese FountainVest, la società ha confermato le previsioni per l'esercizio 2025, che erano state ridimensionate in occasione della pubblicazione dei risultati del terzo trimestre. Il gruppo prevede un trend dei ricavi in ??calo del 10%/5% (leggermente migliore rispetto all'indicazione iniziale del -10%), a fronte di una performance positiva del segmento Industriale, soprattutto in Nord America, e di uno sviluppo migliore del previsto per il segmento delle soluzioni di mobilità elettrica in Europa. Il margine EBITDA rettificato è stato indicato all'11% (rispetto al precedente 11%/12%): a fronte di circa 70 milioni di euro di investimenti, la società ha ribadito le proprie aspettative di un FCF positivo, segnalando un indebitamento netto di 220-230 milioni di euro.Intesa Sanpaolo prevede che lo scenario di mercato di EGLA per l'esercizio 2026 sarà influenzato dagli stessi fattori avversi che hanno caratterizzato l'esercizio 2025. Nel segmento della mobilità elettrica, il gruppo continuerà a risentire di: 1) una scarsa visibilità, anche a seguito del ridimensionamento del mercato delle auto elettriche in Nord America e di ulteriori modifiche ai programmi degli OEM nel Paese, nonché della cancellazione degli incentivi fiscali per i veicoli elettrici a batteria (BEV); 2) i dazi statunitensi sui componenti prodotti in Messico, che presentano un elevato contenuto di acciaio non statunitense; e 3) i dazi in Europa sull'acciaio elettrico.In attesa della pubblicazione delle nuove previsioni del gruppo (probabile una revisione delle previsioni a medio termine, che prevedono un CAGR dei ricavi del 10% per il periodo 2025-2028 e un margine EBITDA medio del 13%), il broker prevede per quest'anno un calo a doppia cifra dei ricavi interamente attribuibili al segmento della mobilità elettrica, principalmente in Nord America. Al contrario, osserva alcuni progressi sul versante industriale, legati anche alla graduale ripresa ciclica e al contributo di Kumar. "Dopo il picco degli investimenti registrato lo scorso anno, riteniamo che l'azienda disponga ora di capacità sufficiente per soddisfare ampiamente la domanda futura: minori capex, uniti a un'ulteriore razionalizzazione del capitale circolante, dovrebbero consentire all'azienda di continuare a generare un FCF positivo anche quest'anno", si legge nella ricerca.
Fonte: Teleborsa