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Trasporti
1 ore fa

Trasporti, il chiarimento dell'Autorità: nessun taglio ai treni regionali

(Teleborsa) - La proposta di delibera n. 49/2026 "non comporta alcuna riduzione della tutela dei servizi pubblici regionali o di lunga percorrenza, che restano tra le priorità del sistema, in quanto rispondono a esigenze essenziali di mobilità collettiva". Lo ha sottolineato l'Autorità di regolazione dei trasporti (ART) che è intervenuta per fornire chiarimenti sull'atto regolatorio attualmente in consultazione pubblica, "a seguito di alcune dichiarazioni apparse sulla stampa e di interrogazioni parlamentari". "La crescente saturazione di alcune tratte della rete rende necessario un sistema di regole in grado di garantire un accesso ordinato, trasparente e non discriminatorio all'infrastruttura, evitando che la domanda di alcuni servizi possa precludere l'utilizzo della rete ad altri operatori", ha spiegato l'Autorità, specificando che "il riferimento a una variazione della quota di capacità dall'85% al 70% negli Accordi Quadro, previsti tra l'altro da una specifica direttiva Europea, non rappresenta una riduzione programmata o strutturale dei servizi di trasporto pubblico". Il dato, precisa l'Autorità, "indica una soglia tecnica che interviene esclusivamente nei casi in cui la domanda complessiva superi la capacità disponibile e sia necessario definire criteri di allocazione tra più richieste incompatibili". L'obiettivo della disciplina "non è quindi comprimere il servizio pubblico, bensì garantire che, in un contesto di capacità limitata, l'accesso alla rete avvenga secondo criteri trasparenti, equilibrati e coerenti con le priorità previste dall'ordinamento", aggiungendo che "la regolazione non introduce una contrapposizione tra servizi pubblici e servizi a mercato."L'ART ha confermato inoltre che "non è previsto alcun innalzamento della velocità minima di accesso alla linea Direttissima da 200 a 250 km/h". Tale ipotesi, spiega l'Autorità, "era stata in passato prospettata dal gestore dell'infrastruttura, ma è stata esclusa dall'Autorità proprio per evitare effetti distorsivi sull'accesso dei servizi regionali e OSP". Ne consegue che "gli investimenti effettuati dalle Regioni in materiale rotabile compatibile con i 200 km/h risultano pienamente coerenti con l'assetto regolatorio vigente".Sulla programmazione regionale, l'Autorità precisa che "le nuove regole non compromettono la capacità di programmazione delle Regioni che conservano la possibilità di programmare i servizi su base pluriennale e di rafforzare l'offerta nella fase annuale di allocazione, in funzione della capacità effettivamente disponibile". Particolare attenzione viene posta ai pendolari, "affinché la programmazione tenga conto della domanda effettiva di mobilità e della funzione sociale dei collegamenti." In conclusione, l'ART "rivolge l'invito alle Regioni e a tutti gli stakeholder a diverso titolo interessati, ad esprimere ogni osservazione nelle sedi opportune, in particolare nell'ambito del procedimento di consultazione attualmente in corso".
Fonte: Teleborsa