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56 minuti fa
Gioielli in oro, export italiano in calo nel 1° trimestre. Svizzera torna primo mercato di sbocco
(Teleborsa) - Nel primo trimestre 2026 il settore orafo italiano ha realizzato 2,4 miliardi di euro di esportazioni, con un calo del 17% in valore e dell'1% in quantità. È quanto emerge dalla consueta ricerca di Intesa Sanpaolo sul tema, secondo cui l'evoluzione risente ancora della progressiva normalizzazione dei flussi verso la Turchia e al netto di questo mercato la variazione sarebbe stata positiva e pari al 7% in valore e al 18% in quantità. Grazie a una crescita del 54% la Svizzera diventa il primo mercato di sbocco, ma si osserva una buona dinamica anche verso Stati Uniti (+16%), Francia (+22%) e Irlanda (+27%). Lo scoppio del conflitto in Iran penalizza invece le vendite verso gli Emirati Arabi Uniti che mostrano una contrazione del 35%.La domanda mondiale di gioielli in oro si è attestata a 300 tonnellate, con una riduzione del 23% rispetto ai primi tre mesi del 2025 pari a oltre 90 tonnellate in meno: un valore inferiore a questo si era toccato solo nel secondo trimestre 2020 in piena pandemia con 250 tonnellate. Al contrario, il valore della domanda è aumentato del 31% su base annua, raggiungendo i 47 miliardi di dollari - un livello record per un primo trimestre nella gioielleria in oro. Questi andamenti sono legati all'elevata crescita del prezzo dell'oro che ha raggiunto nuovi massimi storici e ha toccato punte superiori ai 4.000 euro/oncia con una quotazione media del trimestre di 4.163 euro/oncia (il dato medio del 2025 era stato di 3.028).Nel contesto europeo, l'Italia rappresenta il primo paese per esportazioni di gioielli in oro: in seguito al calo del 17%, il valore di gioielli esportati si è attestato a 2,4 miliardi di euro, oltre 500 milioni in meno rispetto al primo trimestre 2025. Gli altri principali paesi per export mostrano, invece, un aumento delle vendite: la Francia si colloca al secondo posto con 1,9 miliardi (+10%), con un divario netto da Irlanda (328 milioni; +10%), Germania (301 milioni; +3%) e Paesi Bassi (293 milioni +50%).La Svizzera torna ad essere il primo mercato di sbocco delle esportazioni italiane di gioielli in oro con un valore di 515 milioni (+54% in valore; +118% in quantità) nel primo trimestre 2026, seguita dagli Stati Uniti che si attestano a 269 milioni in crescita del 16%. Si ridimensionano, invece, le esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti (-35% in valore; -42% in quantità), condizionati dallo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran che ha impattato per un mese sul periodo analizzato. Si registra una crescita diffusa alle altre principali controparti internazionali come Francia (+22%), Irlanda (+27%), Hong Kong (+21%) e Paesi Bassi (+49%).I dati territoriali, disponibili solo in valore e all'aggregato che include la bigiotteria, mostrano andamenti ancora condizionati dal mercato turco soprattutto per il distretto di Arezzo che complessivamente mostra un calo del 49%, mentre al netto di questa controparte si ridimensiona al -13%. La provincia che mostra la crescita in valore più rilevante è Alessandria che passa da 416 milioni a 647 milioni (+232 milioni; +56%), mentre il distretto di Vicenza conferma il valore di esportazioni del primo trimestre 2025 con 651 milioni, dopo aver mostrato una crescita del 6% nel corso dell'anno scorso. È significativo il forte balzo (+200 milioni) registrato nelle esportazioni dalla provincia di Varese che passano da 15 milioni a 216 milioni. I principali aumenti si sono registrati verso la Svizzera (+56 milioni), Israele (+31 milioni), Stati Uniti (+28 milioni) e Hong Kong (+23 milioni); i flussi della provincia possono essere influenzati anche dalla vicinanza con il confine elvetico e dall'aeroporto internazionale, aspetti che potrebbero giustificare la presenza di unità logistiche. Un fenomeno simile di forte aumento si registra anche in provincia di Lecco (da 54 milioni a 150 milioni) e in questo caso, l'incremento è totalmente giustificato da maggiori esportazioni verso la Svizzera. In contrazione, invece, l'export da Milano (-78 milioni; -24%), soprattutto per minori flussi verso Stati Uniti (-25 milioni; -55%) e Giappone (-22 milioni; -77%) e anche da Torino (-155 milioni; -80%), penalizzato principalmente da minori esportazioni verso la Svizzera (-161 milioni; -90%). Stabile, invece, il polo di Napoli e Caserta che complessivamente conferma i valori del primo trimestre 2025.Il distretto di Arezzo, nonostante il forte calo registrato (-49%) conferma il valore più elevato di esportazioni con 721 milioni di euro. La contrazione risulta concentrata nella normalizzazione dei flussi verso la Turchia (-92%) e in un calo importante nelle vendite verso gli Emirati Arabi Uniti (-39%) che nel 2026 rappresentano comunque il primo mercato di riferimento per il distretto toscano. In crescita, invece, le vendite verso Stati Uniti (+10%), Francia (+6%) e Hong Kong (+9%). È interessante evidenziare anche la crescita rilevante maturata nel mercato australiano che passa da 6 a 15 milioni e mostra un aumento pari a quello osservato nel mercato americano; questi movimenti potrebbero essere il segnale delle nuove geografie che si stanno delineando nel contesto internazionale.
Fonte: Teleborsa