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20 minuti fa
Gas, GNL dal Golfo ai minimi e prezzi alti per bloccare la domanda asiatica: rischi al rialzo per l'inverno
(Teleborsa) - Il gas naturale europeo è significativamente sotto pressione: il TTF è passato da circa 40-45 euro/MWh di luglio a oltre 80 euro/MWh nelle ultime settimane, un rialzo di quasi il 90% legato ai ritardi nella normalizzazione dei flussi di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz. Le esportazioni di gas naturale liquefatto dal Golfo Persico, che secondo i dati Kpler viaggiano ormai da due mesi tra il 15% e il 25% dei livelli pre-bellici, restano il vero collo di bottiglia dei mercati energetici globali, anche perché per il greggio la situazione appare diversa: i flussi petroliferi sono già risaliti a circa due terzi della normalità grazie ai cosiddetti "dark crossings". È lo scenario delineato da Goldman Sachs in una ricerca sul tema, che rivede al rialzo le stime di prezzo per il breve termine ma conferma un quadro di prezzi bassi più a lungo sull'orizzonte pluriennale.La banca d'affari statunitense ha spostato in avanti, da ottobre 2026 a febbraio 2027, la data attesa per una normalizzazione dei flussi GNL attraverso Hormuz, e ha alzato di conseguenza la previsione sul TTF del quarto trimestre 2026 a 70 euro/MWh dai precedenti 53 euro, pur restando sotto i prezzi forward di mercato, attualmente a 79 euro. Per l'inverno 2026-2027 la media attesa è di 54 euro/MWh, mentre il primo trimestre del prossimo anno dovrebbe vedere un graduale allentamento verso 44 euro/MWh. Sul fronte asiatico, il benchmark JKM viene rivisto a 24,85 dollari/mmBtu per il quarto trimestre, contro i 18,90 dollari precedenti. Secondo Goldman Sachs, i prezzi elevati in Europa restano necessari per continuare a scoraggiare la domanda di GNL in Asia e liberare così cargo aggiuntivi da dirottare verso il Vecchio Continente, un meccanismo di distruzione della domanda che finora ha funzionato ma che dovrà proseguire fino a fine anno per permettere all'Europa di gestire gli stoccaggi invernali.Le stime sugli stoccaggi europei sono state riviste al ribasso: il riempimento atteso a fine ottobre 2026 scende al 62% dal 67% precedente, mentre quello di fine marzo 2027 crolla al 19% dal 28%, un livello che reggerebbe a malapena l'impatto di un inverno più freddo della media di una deviazione standard, stimato in un ulteriore 12% di stoccaggi bruciati. Non a caso gli analisti indicano rischi asimmetrici verso l'alto per le previsioni invernali: in uno scenario di normalizzazione dei flussi da Hormuz molto più lenta, con esportazioni ferme al 25% del normale per tutto l'inverno, il picco di prezzo del TTF potrebbe toccare 105 euro/MWh, con il JKM asiatico vicino a 35 dollari/mmBtu. Al contrario, un ritorno più rapido dei flussi all'83% della normalità, il massimo regionale attualmente raggiungibile dato il danno subito dagli impianti di esportazione qatarioti a inizio conflitto, riporterebbe il picco invernale del TTF verso 50 euro/MWh. Anche il fattore meteo pesa più sul lato rialzista: Goldman stima un 75% di probabilità di sorpresa al rialzo rispetto alla stima di 54 euro/MWh in caso di inverno freddo di una deviazione standard, contro un 30% di rischio al ribasso in caso di inverno mite, correlazione peraltro debole con l'intensità del fenomeno El Nino.Il quadro cambia radicalmente guardando oltre l'orizzonte del 2027, quando il report conferma una previsione praticamente invariata di 32 euro/MWh per il TTF, sostenuta anche da una domanda di gas cinese rimasta debole rispetto alla crescita del PIL, un fenomeno che gli analisti attribuiscono in parte all'accelerazione della generazione rinnovabile a scapito del termico a gas. Ma è sul lungo periodo che la view di Goldman Sachs cambia più nettamente: la banca ha tagliato in modo consistente le stime medie 2030-2035 per il TTF, portandole a 19 euro/MWh dai 30 euro precedenti, a fronte di prezzi forward attorno a 25 euro, e per il JKM a 7,15 dollari/mmBtu dai 10,60 precedenti. Alla base di questa revisione c'è l'ondata di nuovi progetti di esportazione GNL statunitensi che hanno raggiunto la decisione finale di investimento negli ultimi mesi, un fattore che si somma alla debolezza strutturale della domanda cinese e che, secondo le proiezioni della banca, porterebbe a un sovraffollamento persistente del mercato globale del GNL, con gli stoccaggi europei attesi addirittura oltre il 100% di capacità teorica a fine ottobre in diversi anni tra il 2028 e il 2034. Anche su questo fronte i rischi restano orientati al ribasso, data l'entità dell'eccesso di offerta stimato.
Fonte: Teleborsa