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Economia
5 ore fa
Ex Ilva, i sindacati chiedono un piano unitario: "Decarbonizzazione e occupazione devono camminare insieme"
(Teleborsa) - Fim, Fiom e Uilm hanno incontrato oggi nella sede della Flm (Federazione dei lavoratori metalmeccanici) le delegazioni dei partiti di maggioranza e opposizione per discutere della vertenza ex Ilva. I sindacati hanno chiesto una "soluzione strutturale" che tenga insieme transizione ecologica e salvaguardia dei posti di lavoro, sollecitando la politica a un "forte segnale di coesione e unità"."Non c’è più tempo da perdere – ha dichiarato il segretario generale della Fiom, Michele De Palma – la nostra posizione unitaria è chiara: decarbonizzazione e occupazione sono due gambe che devono camminare insieme. Non si può dire che l’acciaio è strategico e poi trovarsi in una situazione di incertezza sul piano occupazionale e ambientale. Per garantire entrambi serve la partecipazione dello Stato, con la possibilità di gestire la ripartenza degli impianti e il rilancio della produzione". De Palma ha definito "importanti" gli incontri con i gruppi parlamentari, durante i quali è stata chiesta una posizione comune del Parlamento a sostegno del piano di decarbonizzazione e di garanzia occupazionale, "per tutti gli impianti, sia dell’ex Ilva che dell’indotto".Anche il leader della Uilm, Rocco Palombella, ha richiamato la politica alle proprie responsabilità: "Per alcuni versi era assente e per altri disinformata. Abbiamo provato a responsabilizzarli e metterli di fronte a scelte necessarie. Non si può più attendere o perdere tempo". Secondo Palombella, siamo in una fase cruciale: "Le decisioni possono determinare la vita e il futuro di tante persone. È possibile passare dal ciclo a carbone a una vera produzione di acciaio green con forni elettrici. Ma se la prospettiva fosse solo la chiusura, sarebbe un disastro occupazionale e ambientale". Il sindacalista ha inoltre sottolineato la necessità di "condivisione con le strutture territoriali e regionali, in particolare con la città di Taranto" e ha ribadito la richiesta di un ruolo diretto dello Stato, con "i finanziamenti necessari, una legge speciale per affrontare le emergenze e garanzie sul piano industriale che includano produzione e livelli occupazionali".Nel documento consegnato ai parlamentari, Fim, Fiom e Uilm indicano quattro obiettivi fondamentali: "integrità del gruppo siderurgico, risanamento ambientale, decarbonizzazione e garanzie occupazionali". Il passaggio al ciclo produttivo con forni elettrici, spiegano, "non può prescindere dall’uso del gas e del DRI (preridotto)", elementi che definiscono "un dato tecnico-scientifico che non può essere strumentalizzato".I sindacati chiedono infine un adeguato stanziamento di risorse economiche a partire dalla legge di Stabilità 2026, affinché lo Stato garantisca la piena realizzazione del piano industriale di decarbonizzazione e la tutela di migliaia di posti di lavoro.
Fonte: Teleborsa