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1 ore fa
Lavoro, badanti: in Italia si qualificano 3–4 mila lavoratrici l'anno (circa 1% del totale)
(Teleborsa) - La formazione delle assistenti familiari è una leva decisiva per la qualità dell'assistenza e per la tenuta del welfare di fronte all'invecchiamento della popolazione. Eppure, in Italia l'offerta formativa continua a raggiungere una quota ridotta di addette: le badanti formate ogni anno sono stimate tra 3 e 4 mila, circa l'1% del totale. È quanto emerge dal quinto Report di ricerca della Federazione Italiana Datori di Lavoro Domestico (Fidaldo) dal titolo "Il lavoro domestico: attività di formazione e le nuove Linee guida sugli standard formativi", realizzato da IRS-Istituto per la Ricerca Sociale sulla base dei corsi promossi dalle Regioni e presentato ieri a Torino."Le linee guida sono l'inizio di un percorso fatto di relazioni con le Regioni e di presenza sui territori – puntualizza il presidente di Fidaldo, Andrea Zini – Fidaldo e le associazioni che la compongono sono già operative e attive su queste relazioni, sia in Italia sia all'estero, ma c'è ancora molto da fare. Innanzitutto, il numero delle lavoratrici certificate dipende dalla diffusione dei corsi e necessita di conseguenza di risorse economiche e organizzative. In secondo luogo, la concorrenza tra due sistemi, quello regionale e quello contrattuale delle norme UNI, dovrà essere approfondita e portata, se possibile a sintesi e messa a sistema, per evitare sovrapposizioni e duplicazioni. Su questo versante si innesta, a sua volta, il tema più importante: la spendibilità della formazione acquisita. Certamente, e ne sono convinto, nell'incontro tra domanda e offerta, il valore delle reti regionali non sarà secondo rispetto a altri canali e circuiti di incontro. Come Federazione, però, riteniamo che solo con uno sforzo delle parti sociali del nostro Contratto collettivo nazionale di lavoro si potrà far diventare la professionalità e l'anzianità di settore un valore anche economico del rapporto di lavoro domestico"."L'evento organizzato da Fidaldo offre un'occasione di confronto qualitativo su un tema centrale per il futuro del lavoro domestico: la formazione e gli standard professionali – sostiene Mauro Munari, presidente di Ebincolf –. Le nuove Linee guida nazionali, lette alla luce dell'Atlante del lavoro, segnano un passaggio importante, che ora va accompagnato e sostenuto con scelte concrete e strumenti realmente utilizzabili da famiglie, assistenti domestici, istituzioni pubbliche e private e parti sociali. Dal punto di vista di Ebincolf, formazione e certificazione devono essere leve di qualità e di riconoscimento professionale, non adempimenti formali. Il confronto avviato a Torino è un segnale positivo e va proseguito, con spirito costruttivo e responsabilità condivisa dagli attori coinvolti nel processo di governo del lavoro di cura come infrastruttura sociale essenziale".Linee guida nazionali: un passaggio atteso, ora la sfida è renderle operative Il 2025 ha portato la pubblicazione delle Linee guida nazionali sugli standard formativi per assistenti familiari, un atto "a lungo atteso" che può aprire a profili più uniformi e a percorsi omogenei e modulari, valorizzando anche le competenze maturate sul campo. Ma la formazione professionale è competenza regionale: la concreta attuazione dipenderà da come le Regioni recepiranno e tradurranno le indicazioni nazionali.Un Paese a molte velocità: durate da 60 a 600 ore, FAD e tirocini molto diversiIl Report fotografa una forte eterogeneità regionale: la durata dei corsi varia dalle 60 ore minime del Veneto fino alle 600 ore di Basilicata e Calabria; cambiano modularità, tirocini, destinatari (occupati/disoccupati), crediti formativi, EQF e soprattutto l'uso della formazione a distanza (FAD). In alcune Regioni la formazione online è vista come leva di accesso e inclusione territoriale (in Toscana è previsto fino al 100% di formazione a distanza), mentre altrove prevalgono cautela o esclusione.Il ruolo del PNRR-GOL e il rischio "dopo 2026"Un elemento chiave è il Programma GOL (PNRR), oggi tra i canali principali di finanziamento della formazione: la sua conclusione può determinare una contrazione dell'offerta se non verranno stabilizzate risorse e strumenti alternativi.Prestazione universale: take-up molto bassoIl Report dedica attenzione anche alla Prestazione universale (D. lgs. 29/2024) come intervento che incrocia lavoro di cura ed emersione. Nella versione sperimentale introdotta nel 2024, tuttavia, l'accesso risulta molto selettivo: i beneficiari, a livello nazionale, si sono fermati a 2mila rispetto a una capienza potenziale fino a 24.500.Ebincolf: formazione gratuita e certificazione, ma numeri ancora limitati rispetto al bisognoAccanto ai percorsi regionali, il Rapporto analizza i corsi gratuiti promossi da Ebincolf (64 ore complessive, con attestato e possibilità di certificazione UNI 11766): nel triennio 2022–2024 gli iscritti ai corsi sono stati tra 3.525 e 3.823 l'anno e gli attestati rilasciati tra 2.601 e 2.794; nel 2025 il dato è parziale. Numeri importanti, ma ancora contenuti se confrontati con la platea complessiva del settore.
Fonte: Teleborsa