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Economia
52 minuti fa

Green Economy in Italia, da rinnovabili a consumi energia: più ombre che luci

(Teleborsa) - Più ombre che luci per Lo stato della Green Economy in Italia. Il nostro Paese è un hot spot, sottoposto a gravi impatti della crisi climatica. Nel 2025, dopo anni di calo, le emissioni di gas serra sono aumentate; si confermano i ritardi delle rinnovabili rispetto agli obiettivi al 2030; l’Italia è prima in Europa per il consumo di acqua ed è uno dei Paesi europei a più alta dipendenza energetica dall’estero; mantiene un primato in economia circolare ma ancora poche sono le auto elettriche e insufficienti gli investimenti nel trasporto pubblico locale, la superficie dedicata all’agricoltura biologica nel 2025 è diminuita ma cresce la DOP economy, le città italiane mostrano vivacità nella transizione ecologica.La fotografia dell’Italia delle green economy è contenuta nella Relazione sullo Stato della Green Economy 2026 presentata oggi in apertura degli Stati Generali della Green Economy, organizzati dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, della Commissione europea e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy che, come ogni anno, si svolgono a Rimini nella cornice di Ecomondo, IEG -Italian Exhibition Group .“A livello internazionale registriamo importanti fattori di spinta alla green economy e il Rapporto annuale del 2025 ‘Partnership for Action on Green Economy’ curato da una collaborazione fra cinque agenzie dell’ONU, a fronte di un contesto globale caratterizzato da uno spazio fiscale limitato, incertezze economiche e minacce climatiche crescenti, afferma che la transizione ecologica è diventata una necessità strutturale per la tenuta socioeconomica di molti Paesi e può essere un driver concreto di inclusione sociale e crescita economica”- ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile - presentando la Relazione introduttiva agli Stati generali – “In Italia registriamo una situazione complessivamente critica della transizione alla Green Economy, con qualche limitato segnale positivo, anche se un’indagine IPSOS rileva che è cresciuta la spinta green dei cittadini e delle imprese”.Sul fronte delle emissioni di gas serra, l’impegno climatico dell’Italia è inadeguato. Proseguendo così non raggiungerà il target al 2030.Nel 2025 sono aumentate le emissioni di gas serra e nel 2026 stanno diminuendo di poco. Dal 2015 al 2024 l’Italia ha realizzato un taglio medio annuo di gas serra di 7 Mton. Per raggiungere il suo obiettivo, fissato dal PNIEC 2030, l’Italia dovrebbe tagliarle di 14 Mton all’annodal 2026 (il doppio di quanto fatto negli ultimi anni).Fonti energetiche rinnovabili: Nel 2025 l’Italia conferma i ritardi sugli obiettivi recepiti dal PNIEC per il 2030. Il PNIEC indica iltarget per l’Italia del 39,4% di rinnovabili sul totale dell’energia consumata (per elettricità, calore e carburanti), nel 2024 era solo al 19,6%, meno della media europea del 25,2%. Nel 2024 in Italia solo il 20% dei consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento veniva da rinnovabili, ben lontano dall’obiettivo del PNIEC del 35,9%. Nel 2024 in Italia solo il 10% dei consumi del settore trasporti veniva da rinnovabili, meno di un terzo dell’obiettivo del 34,2% al 2030. Nel 2025 solo il 47% dell’elettricità veniva dalle rinnovabili, con il target del PNIEC del 70% al 2030. Nel 2025 sono stati installati solo 7,2 GW di rinnovabili (Germania 23,3 GW, Spagna 10,8 GW). Perraggiungere il target PNIEC si dovrà aumentare l’installazione annua a 10 GW.Quanto ai consumi di energia, l’Italia resta fra i Paesi europea a più alta dipendenza energetica dall’estero che da alcuni anni si è attestata su una media di circa il 74%, ben più alta della media UE di circa il 57%. L’intensità energetica (il consumo interno lordo in rapporto al PIL), dell’Italia è di 72 tep/ M€ nel 2024, decisamente meglio della media dell’UE, pari a 85 tep/M€. Il consumo di energia per unità di PIL si è ridotto del 30% in 20 anni, meno rispetto alla media europea, del 36%, meno di Spagna e Francia del 36% e della Germania del 42%.Capitolo mobilità sostenibile: nel 2025 il parco circolante migliora, calano diesel e benzina, crescono ibride e elettriche. Anche nel primo semestre del 2026, la quota della vendita di auto ibride è passata, rispetto allo stesso periodo del 2025, dal 44,4% al 49,7%, di quelle elettriche plug-in dal 5,3% al 9% e a batteria dal 5,2% all’8,4% (complessivamente hanno raggiunto il 17,4%). La vendita delle auto a benzina è scesa dal 26% al 19,7% e quelle diesel dal 10% al 6,8%. Tra il 2015 e il 2025 il Fondo Nazionale Trasporti, che finanzia il trasporto pubblico locale e regionale, è cresciuto nominalmente solo del 6%, ma in termini reali è sceso del 13,5% nel 2025, così da essere di 660 milioni in meno del 2015.(Foto: stockwerkfotodesign | 123RF)
Fonte: Teleborsa