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Industria
35 minuti fa
Italia, Intesa: attività industriale resta debole al netto dell'ampia volatilità di giugno-luglio
(Teleborsa) - A luglio la produzione industriale italiana ha registrato un recupero più forte del previsto, di 0,7% m/m, dopo il calo dei due mesi precedenti (-1,1% m/m a giugno). La variazione annua e corretta per i giorni lavorativi è pari a zero, da -0,6% a giugno. Anche dopo il rimbalzo di luglio, la produzione industriale resta però "in rotta per una stagnazione nel trimestre corrente", dopo il recupero di 0,3% t/t registrato nei mesi primaverili. Lo affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo in una ricerca sul tema, sottolineando peraltro che nel periodo più recente l'andamento dell'output non è stato particolarmente correlato con quello del valore aggiunto nel settore, che nel 2° trimestre è calato di ben un punto percentuale su base congiunturale (frenando dunque il PIL, che viceversa è stato sostenuto da servizi e costruzioni).L'ampia volatilità registrata dalla produzione industriale tra giugno e luglio appare dovuta a fattori di calendario (il ponte della Festa della Repubblica ha pesato sulla variazione congiunturale di giugno e ha poi favorito il recupero di luglio), si legge nella ricerca firmata da Paolo Mameli. Al netto di ciò, l'andamento della produzione industriale resta debole: i settori ad alta intensità energetica "non potranno non risentire della nuova fiammata dei prezzi dell'energia", il recupero registrato nei mesi scorsi dal settore auto "si sta rivelando di breve durata" e il sostegno offerto alla produzione dalla ricostituzione delle scorte "sta in parte venendo meno".In prospettiva, sostiene Intesa, "l'attività industriale potrebbe rimanere debole anche nei prossimi mesi". "La fiammata dei prezzi del gas naturale ha effetti più diffusi sulla produzione rispetto a quella delle quotazioni del petrolio - viene spiegato - Inoltre, sebbene l'attività economica nella prima parte dell'anno abbia mostrato una resilienza in parte sorprendente allo shock geopolitico ed energetico, gli effetti potrebbero essere più diluiti nel tempo. In generale, il livello della domanda sia domestica che estera di beni industriali non pare coerente con un duraturo recupero dell'attività produttiva nel settore. In ogni caso, le sorti del ciclo sono oggi sempre meno dipendenti dall'industria e sempre più legate all'andamento dei servizi, che infatti spiegano in gran parte l'accelerazione del PIL italiano quest'anno (0,9% su base corretta per i giorni lavorativi nelle nostre stime, da 0,7% nel 2025)".
Fonte: Teleborsa