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8 minuti fa

BCE, ING dà per scontato rialzo tassi settembre mentre resta in bilico un altro intervento

(Teleborsa) - ING si attende che la BCE aumenterà i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di settembre, mentre ritiene che un ulteriore aumento dopo settembre "non avrebbe molto senso e potrebbe danneggiare l'economia dell'Eurozona". E' quanto indica una analisi di Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING.L'attesa di un aumento dei tassi a settembre è sostenuta anche dalla considerazione che "l'economia dell'Eurozona ha mostrato una resilienza quasi inaspettata alla guerra in Medio Oriente" e ciò è da attribuire in parte agli "stimoli fiscali annunciati da tempo" ed i parte al fatto che "i concorrenti asiatici sono stati maggiormente colpiti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e hanno perso ordini a favore dei concorrenti europei"."L'inflazione complessiva ha continuato a salire e - sottolinea l'analista di ING -  sembra destinata a rimanere al di sopra del 3% su base annua per il resto dell'anno". "Con i prezzi del petrolio che rimangono elevati e il rischio di un nuovo shock dei prezzi del gas in aumento, - afferma - sarà difficile per la maggior parte dei responsabili della politica monetaria della BCE non vedere ragioni convincenti per un ulteriore aumento dei tassi".Per l'esperto di ING "un secondo aumento dei tassi quest'anno potrebbe comunque essere definito 'precauzionale' o, con una terminologia più gradita all’Eurotower, volto a rafforzare la propria credibilità e a prevenire eventuali effetti indiretti o addirittura di secondo ordine derivanti dall'attuale shock dei prezzi dell'energia".Non si prevede che le nuove proiezioni dello staff della BCE apportino cambiamenti significativi. Tuttavia, mentre a luglio sembrava quasi che lo scenario "più moderato" della BCE potesse concretizzarsi, ora ci troviamo piuttosto in una posizione intermedia tra lo scenario "base" e quello "avverso".Nel frattempo, "i mercati hanno iniziato a scontare almeno un altro aumento entro la fine dell'anno e le opinioni all'interno della BCE sembrano divergere sempre di più". Tuttavia, i recenti commenti di Isabel Schnabel e del governatore della banca centrale irlandese Gabriel Makhlouf lasciano intendere una "chiara volontà di aumentare ulteriormente i tassi". Al 2,5% - sottolinea l'esperto di ING - il tasso sui depositi rimarrebbe comunque all'interno dell'intervallo che la stessa BCE definisce neutrale, mentre "andare oltre significherebbe che la BCE ritiene necessaria una politica monetaria restrittiva". Uno scenario che è "difficile immaginare" se non si vuole "rischiare una recessione per affrontare quello che è ancora un caso da manuale di shock dal lato dell'offerta".Sarà invece interessante capire cosa la BCE dirà del recente aumento dei rendimenti obbligazionari. "A prima vista, questo aumento si sta rivelando utile per la BCE. I mercati obbligazionari stanno svolgendo il lavoro della BCE, ovvero inasprendo le condizioni di finanziamento", spiega Brzeski, aggiungendo che "la sfida principale" per l'Eurotower sarà "non gettare troppa benzina sul fuoco" ed evitare un "un inasprimento eccessivo e disomogeneo" nell'ambito dell'Eurozona. Quanto alle preoccupazioni legate alla sostenibilità del debito in Europa, non è escluso che la BCE possa "riavviare gli acquisti di titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona, ora sotto l'egida dello Strumento di Protezione della Trasmissione (TPI)". Un ipotesi - si precisa - che "al momento è fuori discussione. Ma se le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito dovessero aumentare, magari in vista delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno, i mercati potrebbero voler mettere alla prova la BCE".
Fonte: Teleborsa